![]() |
| Elvira Sellerio |
domenica 21 giugno 2015
La memoria di Elvira
Etichette:
37gradi,
carotaggi letterari,
Luoghi - sud -
domenica 24 maggio 2015
Corradinosofìa
Il mondo è troppo piccolo e sotto controllo"E io allora immaginavo di essere il capo dei briganti che dovevano nascondersi per sfuggire ai soldati, e per tutta la camminata stavo perso nelle mie fantasie e nei miei tic e scoprivo richiami e segnali segreti dentro i canti degli uccelli, che se qualche piciorla mi parlava con le sue cazzate a manovella neppure me ne accorgevo.
Era la mia eterna voglia di abbandonare il sentiero battuto per scoprire intricate scorciatoie, non per arrivare prima ma per riuscire a smarrirmi in santa pace. "
giovedì 21 maggio 2015
l'agnello e l'entomologo
Erano i tempi in cui la sera giravo per le vie intorno a Nybroplan con un agnello in braccio. Me lo ricordo perfettamente. Era arrivata la primavera. L’aria era secca e come polverosa. La sera era fresca, ma conservava ancora il tiepido profumo del giorno: profumo di terra e delle foglie morte dell’autunno scaldate dal sole. L’agnello belava spaurito mentre attraversavo la Sybillegatan.
giovedì 7 maggio 2015
sabato 25 aprile 2015
- I racconti di papà - “ Ma ià prepriy bell quonn sim assaiy…”
Testo e disegni di Pierino, mio padre :)
Negli anni
Venti e fino al termine degli anni Trenta , nei Sassi di Matera tutto scorreva uguale, con l’andatura lenta
dei traini di ritorno dalla campagna;
questi, una volta a destinazione, venivano allineati sempre allo stesso modo,
lungo le pareti della strada, con le barre rivolte verso l’alto .
Negli anni
Venti e fino al termine degli anni Trenta , nei Sassi di Matera tutto scorreva uguale, con l’andatura lenta
dei traini di ritorno dalla campagna;
questi, una volta a destinazione, venivano allineati sempre allo stesso modo,
lungo le pareti della strada, con le barre rivolte verso l’alto .
Di sera,
nelle giornate fredde, la famiglia si riuniva e i piedi di ognuno erano
poggiati sulla pedana di legno che circondava il braciere, mentre le mani erano
impegnate a sostenere il piattino con la “fedda rossa” cosparsa di olio: la
cena abituale.
mercoledì 15 aprile 2015
Benjamin Clementine
![]() |
| fai click qui e qui |
Sono stato solo quasi tutta la mia vita. E’ stato naturale quando ero giovane. Non andavo molto d’accordo con i miei compagni, ero molto timido. I miei fratelli crescevano e vivevano le loro vite. I miei unici compagni erano i libri e la musica. Il trasferimento in Francia è stato un passo naturale per me. La gente mi chiedeva: “Ma come hai potuto lasciare la tua patria?”. Ma per me era una solitudine naturale, era anche positiva. Mi ha veramente formato. Alcune persone potrebbero impazzire, e anche io sono impazzito a volte, ma ho usato quella follia per creare.
da Le interviste di ondarock
martedì 7 aprile 2015
- Libri nei libri - Terra Santa a Terralba
lunedì 6 aprile 2015
domenica 29 marzo 2015
John Renbourn

1. "Judy"
2. "Beth's Blues"
3. "Song"
4. "Down on the Barge"
5. "John Henry (trad. arr. Renbourn)"
6. "Plainsong"
7. "Louisiana Blues (Muddy Waters)"
8. "Blue Bones (Renbourn, Bert Jansch)"
9. "Train Tune"
10. "Candy Man (trad. arr. Renbourn)"
11. "The Wildest Pig in Captivit
12. "National Seven"
13. "Motherless Children (trad. arr. Renbourn)"
14. "Winter is Gone (trad. arr. Renbourn)"
15. "Noah and Rabbit (Renbourn, Bert Jansch)"
domenica 22 marzo 2015
Sur la lecture
Senza dubbio l'amicizia, l'amicizia per gli individui, è cosa frivola, e la lettura è un'amicizia. Ma almeno è un'amicizia sincera, e il fatto che si rivolga a un morto, a un assente, le conferisce qualcosa di disinteressato, quasi di toccante.
È, per giunta, un' amicizia esente da tutto ciò che fa la bruttezza delle altre. Dato che altro non siamo, noi vivi, che morti non ancora entrati in servizio, tutte quelle cortesie, quei convenevoli da anticamera che chiamiamo deferenza, gratitudine, devozione, cui per giunta mescoliamo tante menzogne, sono cose sterili e faticose.
domenica 1 marzo 2015
rosa
"…poichè Mike non compariva da nessuna parte, si avviò verso un ingresso meno
solenne, da una veranda laterale. Al suono del campanello giunse una cameriera
da un buio corridoio piastrellato, dove una malinconica testa di alce sovrastava
un'accozzaglia di cappelli, berretti, giacche, racchette da tennis, ombrelli,
veli per le mosche, caschi per il sole e canne da passeggio. Nel salotto che
dava sul lago, persino l'atmosfera pareva rosata tanto era greve il profumo
delle rose La France nei vasi d'argento. Attorniata dai cuscini che ieri erano
di satin rosa, la signora Fitzhubert si alzò per ricevere l'ospite da un
piccolo divano rosa.venerdì 27 febbraio 2015
città dell'uomo
«Nella millenaria civiltà della terra, il contadino guardando le stelle, poteva vedere Iddio, perché la terra, l’aria, l’acqua, esprimono in continuità uno slancio vitale… Per questo il mondo moderno, avendo rinchiuso l’uomo negli uffici, nelle fabbriche, vivendo nelle città tra l’asfalto delle strade e l’elevarsi delle gru e il rumore dei motori e il disordinato intrecciarsi dei veicoli, rassomiglia un poco ad una vasta, dinamica, assordante, ostile prigione dalla quale bisognerà, presto o tardi, evadere…» Adriano Olivetti, Città dell’Uomo
domenica 8 febbraio 2015
domenica 1 febbraio 2015
physis e gnosis
- Tutti ciurmadori, cerretani! - taglia corto- Quel Mesmer! La tinozza miracolosa! L'albero magnetico! (...) Tutto nasce dalla debolezza nervosa del soggetto!
(...) Commenta a bassa voce con Bertrand:
sabato 24 gennaio 2015
venerdì 16 gennaio 2015
La stanza di Giovanni
" Gli americani sono strani. Avete uno strano senso del tempo- o forse non ce l'avete affatto il senso del tempo, questo non lo so. Il tempo sembra essere sempre una parata, chez vous- una parata trionfale, come eserciti che entrano in una città con le bandiere.( ... ) "Insomma", continuò, " come se, con abbastanza tempo a disposizione e tutta quella paurosa energia e le capacità che avete, si potesse sistemare ogni cosa, risolverla, metterla a posto. E quando dico ogni cosa" aggiunse, cupo, "intendo dire tutte le cose gravi e terribili come il dolore e la morte e l'amore, cose in cui voi americani non credete."
"Cosa ti fa pensare che non ci crediamo?" " E tu in cosa credi? "
"Non credo a queste fesserie sul tempo. Il tempo è una cosa naturale, è come l'acqua per un pesce. siamo tutti in quest'acqua, nessuno ne esce e se lo fa gli succede la stessa cosa che succede al pesce: muore. E sai cosa succede in quest'acqua che è il tempo? Il pesce grande mangia il pesce piccolo. Tutto qui. Il pesce grande mangia il pesce piccolo e l'oceano non si preoccupa."
"Ma per favore", dissi. "A questo non credo proprio. Il tempo non è acqua e noi non siamo pesci e si può scegliere di essere mangiati e anche di non mangiare- di non mangiare", aggiunsi velocemente, arrossendo un po' davanti al suo sorriso soddisfatto e sardonico," i pesci piccoli, ovviamente."
J.Baldwin, La stanza di Giovanni ed. Le Lettere (info )
traduzione di A. Clericuzio
domenica 4 gennaio 2015
rencontre
première fois
Come molti altri prima di me, credo alle coincidenze e talvolta a un dono di veggenza nei romanzieri... e la parola "dono" non è il termine giusto, dal momento che suggerisce una sorta di superiorità. No, si tratta semplicemente di qualcosa che fa parte del mestiere: gli sforzi dell'immaginazione, necessari a questo mestiere, il bisogno di fissare la mente su piccoli particolari- e questo in modo ossessivo- per non perdere il filo e non lasciarsi andare alla pigrizia. Questa tensione, questa ginnastica mentale può sicuramente suscitare, alla lunga, fugaci intuizioni "concernenti fatti passati e futuri", come scrive il dizionario Larousse alla voce "Veggenza".
Per mesi e mesi da quel dicembre 1988, dopo aver letto l'annuncio di ricerca di Dora Bruber, su "Paris Soir" del dicembre 1941, non ho fatto che pensarci su.
Etichette:
carotaggi letterari,
cinedizionario,
dizionario
giovedì 11 dicembre 2014
D'amour, l'ardente fiamme
D'amour,
l'ardente fiamme
Consume mes beaux jours.
Ah! la paix de mon âme
A dono fùi pour toujours!
Son départ, son absence,
Sont pour moi le cercueil,
Et, loin de sa présence,
Tout me paraît en deuil.
Alors ma pauvre tête
Se dérange bientôt;
Consume mes beaux jours.
Ah! la paix de mon âme
A dono fùi pour toujours!
Son départ, son absence,
Sont pour moi le cercueil,
Et, loin de sa présence,
Tout me paraît en deuil.
Alors ma pauvre tête
Se dérange bientôt;
domenica 7 dicembre 2014
sabato 15 novembre 2014
Novel cuisine : broda di corvo spennato arruffatosi co' gatti
Il mio passaggio da Londra a Filadelfia fu lungo, disastroso e pieno di fastidi e d'affanno. Non durò meno d'ottantasei giorni, nell'intero corso de' quali tutti quegli agi mi mancarono, che l'età mia, lo
Iscriviti a:
Post (Atom)








.jpg)

