Era una bellissima serata da totani, allo scoglio rondo, sotto Mamante. Il mare era olio e neppure un filo di brezza tirava da terra. Baciui non voleva farsi scappare l'occasione e lo disse alla Luciana di non aspettarlo, che se ne andava a Begliamino a tirare giù il gozzo.
(...)
La notte poteva diventare indimenticabile.
E in qualche modo lo fu. I totani erano tanti e si lasciavano prendere come non avessero più voglia di stare in mare. Sembravano ubriachi d'acqua, galleggiavano in superficie, non c'era bisogno d'ami, Baciui e Marti lavoravano incessantemente di salabro, e quando l'acetilene della lampada venne a mancare tirarono un sospiro di sollievo.
(...)
Luciana si era appoggiata al davanzale, nuda, dietro le persiane socchiuse, quell'unico spiraglio aperto proprio sullo scoglio rondo, a un centinaio di metri, dove galleggiava la Spipureta del marito. ( ...) Poteva vedere Baciui mentre tirava un totano dopo l'altro, a intervalli regolari. E ogni volta che ne veniva su uno lei diceva a Luisò : " Uno, dai", " due, spingi", " tre, dai", " quattro, spingi".
(...)
Luisò se andò a mezzanotte, le gambe fiacche, la vista annebbiata. Per risalire la scarpata della ferrovia dovette aiutarsi con un po' di pila, perchè non riusciva a tenersi in piedi sul sentiero.
da La curva del Latte di Nico Orengo
I luoghi del romanzo in un post di Adriano
Nico Orengo a Scrittori per un anno
Le parole sottolineate sono links
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