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domenica 23 marzo 2014

Della vita interiore di un bonsai




La salvezza appartiene al campo del più bizzarro mistero. Il 21 dicembre 2011 ho ricevuto in regalo un bonsai di raffinata bellezza. L'ho portato nel mio appartamento e l'ho battezzato Swift. Due settimane dopo Swift ha cominciato a morire. Sono corsa dalla venditrice autoproclamatasi specialista di quella specie che mi ha detto:

- Il suo bonsai è agonizzante.
- Lo so. Cosa mi consiglia?
- Niente.
- Ma ci sarà pure qualcosa che si può fare!
- Contro la morte?
- Non è ancora morto. Finchè c'è vita, c'è speranza.
Lei alzò gli occhi al cielo.

giovedì 6 giugno 2013

Glicine



Alla mia personale collezione di animali imprigionati nelle pagine dei libri, il dizoonario letterario ( qui ) ,  mi sembrava giusto  affiancare un  inventario floreale. La materia non manca:  penso non ci sia poema, romanzo, racconto, idillio,  fiaba, apologo in cui non spunti una pianta, un ramo, un petalo, uno stelo, un filo d'erba. 
Florilegio è l'ovvia denominazione della mia nuova rubrica ed il glicine il fiore destinato ad aprirla. Il viola non è il colore più indicato né per una rubrica, né tantomeno per una vernice ma non so che farci, è capitato e poi si accorda ai colori del mio blog :)

venerdì 15 marzo 2013

Barbablù

Da Barbablù di Amélie Nothomb ed. Voland
traduzione di Monica Capuani

                                                                    colori : Saturnine   Don Elemirio

Calcoli e negoziati ( I )




Saturnine ebbe il tempo di riflettere. Cosa avrebbe dovuto temere? Non era il tipo che si innamorava facilmente e soprattutto non di un donnaiolo. La storia delle sparizioni le parve troppo vaga. Comunque, scomparire era meno spaventoso che tornare a Marne-la-Vallée
  



domenica 11 novembre 2012

mercurio

.

- E cosa contava di fare con quel mercurio?
- Niente. Quando mi capitava inavvertitamente di rompere un termometro, per sicurezza, raccoglievo il mercurio in un recipiente.

mercoledì 2 marzo 2011

Una forma di vita di Amélie Nothomb

 .







Seguo, nel loro percorso, gli autori che mi piacciono e mi procuro, man mano che vengono pubblicate, le loro opere. Così ieri pomeriggio sono tornata a casa con “ Una forma di vita”,  il romanzo più recente di Amelie Nothomb. Per chi non la conoscesse, è una scrittrice belga. Ha trascorso diversi anni della sua vita in Giappone ed in altri luoghi del mondo ( il padre è  stato un diplomatico ) e sin da bambina ha preso confidenza con la scrittura  attraverso l’attività epistolare, in un primo tempo indotta (  la madre le chiedeva di scrivere al nonno lontano una lettera alla settimana ), poi, via via, cercata, desiderata.


Rari sono gli individui la cui compagnia è per me più piacevole di quanto lo sarebbe una loro missiva – ammesso, ovviamente, che possiedano un minimo di talento epistolare. Per la maggior parte della gente una simile affermazione costituisce l’ammissione di una debolezza, di un deficit di energia, di un’incapacità ad affrontare il reale. “ Lei non ama le persone in carne ed ossa” mi hanno detto spesso. Insorgo. Perché gli individui dovrebbero essere più veri quando li hai di fronte? (…)

Ad ogni modo, anche quando amo qualcuno al punto di vivere con lui, ho bisogno che mi scriva: un legame non mi sembra completo se non implica una quota di corrispondenza. Ci sono persone che conosco unicamente per lettera. Certo, sarei curiosa di vederle, ma non è affatto indispensabile. E incontrarle non sarebbe privo di conseguenze... In questo, la corrispondenza si riallaccia a un’ importante questione letteraria:bisogna conoscere gli scrittori?
Non c’è una risposta perché ce ne sono troppe. (…)

Con i corrispondenti regna un’ identica assenza di legge. Per natura tendo a non incontrarli, non per prudenza ma per il motivo espresso in modo sublime in una prefazione proustiana: la lettura consente di scoprire l’altro conservando la profondità che si ha unicamente quando si è soli.

da Una forma di vita di Amelie Nothomb ed. Voland )



Ho trascorso una piacevolissima serata leggendo il suo ultimo libro





.Qui qualcosa su Amélie


N.B.
La parte in corsivo è tratta da Una forma di vita di Amelie Nothomb ed. Voland

giovedì 20 maggio 2010

su




-" Viviamo in un simile splendore e non lo vediamo! ( ... )
-  Perchè smettiamo di vedere le cose crescendo?
-  Esattamente perchè cresciamo. Impariamo le dure leggi della sopravvivenza che ci costringono a concentrarci su quello che è utile. I nostri occhi disimparano la bellezza"


Amelie Nothomb, Il viaggio d'inverno