| Bagno Vignoni |
" La città di Helsingør, con il suo castello, che in realtà esiste, diventa un luogo fantastico grazie alla sovrapposizione del castello di Elsinore dell'Amleto di Shakespeare. Così come sono meravigliosamente fantastici l'intero paese di Alice, la Babele con biblioteca e la Babilonia con lotteria di Borges, Macondo di Garcia Marquez, le geometriche Città invisibili di Calvino.
Ma ci sono anche le città del desiderio. Reali ma remote, spesso irraggiungibili oppure segnate dalla nostalgia di un impossibile ritorno, sono chiuse in una sorta di incantesimo che le trasfigura fino a renderle fantastiche. La piccola città di Combray di Proust, non poi così lontana da Parigi, vive sospesa in un tempo perduto. Il Maradagal della Cognizione del dolore di Gadda è incontestabilmente una zona della sua Lombardia natale, intessuta di rimorsi, rancori, amore e nostalgia. La Dublino di Joyce, amata e odiata, rivissuta da Zurigo, è in qualche modo "fantastica". Così come lo sono la Lisbona di Pessoa, metafora di un Molo Assoluto a cui l'uomo approda per poi partire verso l'ignoto, e ancor di più l'irraggiungibile Samarcanda sognata dal suo semieteronimo Bernardo Soares nel libro dell'inquietudine.
Forse le città più desiderate vivono in questa dimensione: da vere città sono diventate "l'idea di città ". "