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martedì 23 luglio 2013

Isole



  Baleari

Navigo inquieto nel mare di Minorca;
non è lontana la sponda di Maiorca;
buone correnti mi trascinano veloce
e mi ritraggo nel guscio di mia noce:
son specialista nel tirare i remi in barca
                     








Ebridi 

 Tempesta sulle Ebridi
 del mare qui fra i torbidi
 a navigare intento
 stravolto ma contento
 in porto anch'io alle Ebridi.
           







                                                                              Itaca

                                                            Nel mare antico d'Itaca

                                                            ricordo una sera estatica
                                                            passata sul mare al tramonto
                                                           vivendo in un lieto presente
                                                           pensando ma solo un istante
                                                           di Ulisse e Penelope ad Itaca.




Stromboli

Questo è il vulcano che si chiama Stromboli:
lo affronterò così, senza preamboli,
riverserò sull'isola i miei palpiti
stringerò il petto entro profondi spasimi
m'immergerò nel fondo dei miei simboli. 









            Pantelleria 1

I've found my love here in Pantelleria:
she's a nice girl and her name is Lucia;
but I'm so shy and so when she comes near
my heart begins to thump - oh dear!
I've found my love, but I can't tell her here... 




                                                          Pantelleria 2

                                              Trovo l'amore qui a Pantelleria:

                                              è assai carina e il suo nome è Lucia;
                                              mi sta vicino e mi fa tanta compagnia,
                                              le voglio bene ma c'è qui sua zia:
                                              io l'ho trovata e non la posso portar via...




                        A Zacinto, forse
 
E c'era un tale all'isola di Zante
che disse sconsolato alla sua amante:
"Il tuo pensiero sarà il mio destino:
se tu vuoi che io resti son vicino;
se vuoi che me ne vada son distante."






                       Maldive


     Una mappina delle Maldive

    per ricordare il mio atollo dov'è:
    è là che un dolce ricordo vive...
    Di quell'atollo vicino a Malè
    adesso la mia matita scrive.





                                                  Le isole ( 2004)  sono di Emilio Gauna 
                                                                                            ( Giuliano )  ( qui )
                                                            
                                                                                  Le immagini sono del Little Angel Theatre

                                   
                                                         

domenica 12 maggio 2013

Grassano, da lontano




dipinto di Carlo Levi




Seduto su un gradino di Grassano
sto qui seduto finché dura l’aria buona
ad ascoltare l’incanto che risuona
con il buon vino e il buon pane lucano;
intanto penso alle cose che ho imparato,
e so che i sassi che ho pestato son chiangoni
e karakoi sono i tornanti che ho salito
e la salsiccia buona è nei lammioni.
E qui davanti alla chiesa van gli sposi,
ecco il corteo che passa piano piano
mi chiedono “che fai, forse riposi”
la mano tesa ed un invito a camminare.
Ma no, rimango qui, grazie sto bene,
sto qui seduto perché qui sto bene,
rimarrò qui fin quando il sole è tramontato,
il vino e il pane, ed un basello di Grassano.

Giuliano 




 
Non essendo mai stato a Grassano
me la vedo come scrive Giacinta:
caracoie chiangoni e lammioni
dov’è appesa per gli ziti salsiccia –
così è dipinta per me che son lontano
(così è dipinta per me che son Giuliano)





dipinto di Carlo Levi
 A Grassano sono nata; sono vissuta lì solo qualche anno ma vi faccio spesso ritorno col ricordo o nei sogni. Carlo Levi, confinato negli anni Trenta nel mio paese per qualche mese , ne ha restituito il paesaggio in alcuni dipinti e in  Cristo si è fermato a Eboli. La poesia e il limerick che ho pubblicato sono invece di Giuliano,  uomo e poeta del Nord come Carlo Levi e come lui capace di riportarmi nel mio ambiente, fra lammioni, chiangoni e zite.








Giuliano ( qui )
a zit e u zit
Grassano e Carlo Levi ( video )


dizionarietto:
- chiangoni : grosse pietre
lammione:  il loft di una volta 
 - zita: la sposa

.p.s.
il basello è il gradino ( non in grassanese  ma in uno dei dialetti del Comasco ) :)


mercoledì 6 marzo 2013

If





Se ci fosse acqua ci fermeremmo a bere
Tra la roccia non si può sostare o pensare
Il sudore è asciutto e i piedi sono nella sabbia
Se solo ci fosse acqua tra la roccia
Morta bocca montuosa di denti cariati che non può sputare
Qui non si può nè stare nè giacere nè sedere
Non c'è nemmeno silenzio nelle montagne
Ma secco sterile tuono senza pioggia
Non c'è nemmeno solitudine nelle montagne
Ma rosse facce arcigne gnignano e ringhiano
Da porte di case di fango screpolato
                                              Se ci fosse acqua
         E non roccia
         Se vi fosse roccia
         E anche acqua
         E acqua
         Una fonte
         Una pozza tra la roccia
         Se ci fosse il suono dell'acqua soltanto
         Non la cicala
         Ed erba secca che canta
         Ma suono d'acqua su una roccia
         Dove il tordo eremita canta tra i pini
         Drip drop drip drop drop drop drop
         Ma non c'è acqua


 T.S.Eliot, La terra desolata, ed. Rizzoli   ( vv. 335 - 358 )
traduzione di A. Serpieri 

mercoledì 19 settembre 2012

Carbonio



Noi siamo fatti d'acqua, amica mia
e pare che, seccati e poi filtrati,
il mio corpo, il tuo, altro non sia
che un pugno di tranquilli carbonati.

Non basta, cara: gli atomi, si dice,
siano principalmente spazio vago,
sottratto il quale, esito felice,
staremmo in due su una punta d'ago.

Accetto la notizia intenerito
e spero che,  gettata l'acqua a mare
e soffiato via lo spazio atomico,

ciò che di noi rimane resti unito
in modo da poterci ancora amare:
sebbene, così stretti, sarà comico.


da L'amore in forma chiusa di Roberto Piumini

domenica 27 maggio 2012

Vispi vitelli volanti






 

Vispi vitelli volanti

vengono in sogno a trovarmi.

Venti violenti e potenti

li fanno restare distanti.

Io non capisco ma apprezzo;

solo li temo pesanti

temo mi caschino addosso

vorrei spostarmi, non posso.

Questo nei sogni succede

nella realtà è un caso raro -

quel che succede nel sogno

capita invero di rado;

capita spesso nel sogno

di stare fermi a guardare

venti vitelli volanti

nel cielo a roteare.

Giuliano 
( qui )


mercoledì 21 marzo 2012

 .

Tutti i luoghi che ho visto,
che ho visitato,
ora so, ne sono certo;
non ci sono mai stato.

Giorgio Caproni



martedì 31 gennaio 2012

poeti di poeti : Czeslaw Milosz di Walt Whitman

Casa Natale di Walt Whitman


Fra tutti i poeti americani quello a me più caro resta sempre Walt Whitman. Whitman soddisfa la condizione di grandezza che aveva in mente Oscar Milosz, quando richiedeva all’opera d’arte di essere come un fiume che trascina via con sé fertili limi e tronchi d’albero, non soltanto pepite d’oro. (…) Whitman è l’opposto della poesia pura. Ma al tempo stesso leggerlo è come contemplare le tele dei grandi maestri della pittura, su cui, a uno sguardo attento si scorgono molti piccoli, affascinanti particolari.
(….)

L’Europa ebbe il suo momento whitmaniano, che collocherei intorno anno 1913.  ( … ) in poesia whitmaneggiare non significava soltanto affrancarsi da metrica e rima: era anche uno slancio verso la felicità, promessa democratica di abbattere le barriere di classe che trovava espressione nella poesia, nella prosa, nella pittura, nel teatro, nel già visibile cambiamento dei costumi. Era una tonalità più chiara, estatica, che segnava il superamento dell’atmosfera fin de siècle e che ritroviamo per esempio nei primi volumi del Jean-Christophe di Romain Rolland, nel Sacre duprintemps di Stravinskij, nell’acmeismo russo, nelle xilografie di Franz Masereel. Gli accenti pacifisti e rivoluzionari rientrano in questa rivisitazione europea del motto withmaniano en masse. Gavrilo Princip, colui che sparò all’arciduca Francesco Ferdinando nel 1914, era convinto di esaudire in tal modo il dettato del suo poeta prediletto, che esortava alla lotta contro i sovrani.
( … )
Conobbi Whitman dapprima in traduzione polacca. ( … ) Rimasi subito folgorato: ah, poter scrivere come lui! Capivo che non si trattava di una questione di forma, bensì di un atto di libertà interiore, e qui stava la vera difficoltà. Il “divino literatus” superava la distanza tra l’ ”io” e la massa, assorbiva religioni e filosofie, cosicchè mortalità e immortalità, un filo d’erba e l’eternità, non più antitetici, coesistevano nella sua poesia; ma soprattutto parlava come uno dei tanti, uguale tra uguali.



lunedì 2 gennaio 2012

Haiku


.
Jack Kerouac




Attraversammo una specie di letto di fiume melmoso traverso un folto sottobosco e radi salici e uscimmo dall'altra parte un po' bagnati e attaccammo il sentiero (...).

Mentre ci arrampicavamo sotto a noi cominciò ad apparire il lago e improvvisamente nel suo nitido bacino azzurro scorgemmo le buche profonde dove il lago aveva le sue sorgenti, come pozzi tenebrosi, e vedemmo anche branchi di pesci guizzanti. (...)

"Guarda laggiù" cantò Japhy "pioppi ingialliti. Mi danno l'ispirazione per un Haiku... " Parlando di vita letteraria - i pioppi dorati". Percorrendo quella regione era facile comprendere le gemme perfette dei haiku scritti dai poeti orientali, che mai si ubriacavano sulle montagne né altro ma semplicemente camminavano puri come bambini annotando ciò che vedevano senza artifici letterari né espressioni ricercate. Componemmo alcuni haiku mentre salivamo su a serpentina, su sempre più su ora lungo il declivio cespuglioso.
"Sassi sul fianco del precipizio" dissi "perchè non rotolano giù ?" " Forse è un haiku, forse no può darsi che sia un po' troppo complicato" disse Japhy. " Un vero haiku deve essere semplice come il porridge e nello stesso tempo farti vedere la realtà delle cose, così il più grande di ogni haiku è probabilmente quello che dice "Saltella il passero sulla veranda, con le zampette bagnate". Di Shiki. Tu vedi le impronte umide delle zampe come una visione della mente eppure in quelle poche parole vedi anche la pioggia che è caduta quel giorno e quasi profuma di aghi di pino bagnati."
"Dimmene un altro"
" Questa volta ne faccio uno io, vediamo un po', " Sotto il lago...buche nere che fanno le sorgenti", no porco cane questo non è un haiku, non si fa mai abbastanza attenzione con questi haiku".
" Che cosa ne diresti di comporli di getto lungo la strada, spontaneamente?


Jack Kerouac, I vagabondi del Dharma















L'haiku, di tradizione giapponese, è un componimento poetico di 17 sillabe, distribuite in tre versi secondo lo schema 5, 7, 5 .

Privo di titolo, essenziale, l'haiku lascia al lettore la possibilità di completarne e interpretarne il senso. La natura costituisce il suo soggetto e nell’ultimo verso appare di solito un accenno alla stagione in cui il testo è stato composto (kigo).

Clicca qui per saperne di più


Qui I vagabondi del Dharma di Jack Kerouac ( trama )
Qui ( video ) la biografia di Jack Kerouac
Qui ( video ) Beat generation - interventi di Fernanda Pivano e L. Ferlinghetti
Qui ( video ) Johnny Depp legge Kerouac




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venerdì 21 ottobre 2011

Sfere di fuoco





Nei mesi oscuri la mia vita scintillava
solo quando ti amavo.
Come la lucciola si accende e si spegne, si accende e si spegne,
-dai bagliori si può seguire il suo cammino
nel buio della notte tra gli ulivi.



Nei mesi oscuri l'anima stava rannicchiata
e senza vita
ma il corpo veniva dritto verso di  te.
Il cielo notturno mugghiava.
Furtivi mungevamo il cosmo e siamo sopravvissuti.





da Tomas  TranströmerPoesia dal silenzio ed. Crocetti




venerdì 1 aprile 2011

"Attraversamenti verticali " di Cristina Bove

.








Attraversamenti verticali di una ragnatela tessuta di promesse di perfetto niente.

Scrivere in punta d'aria ( a sostegno corrimani di nuvole e rugginose ringhiere )
di minime (?) cose, di semi di polvere, di azzurro circonflesso e AMORE aMENO

da sussurrare in silenzio, durante l' immobile corsa di una sedia dalla spalliera in ombra.
                                                                                                     







ALI  A SETTEMBRE

Le campane dei sensi in festa scuotono
fili mani forme immagini
contrasti di respiro.

Dirsi la debolezza, darsi la pace
l'ignoto e la distanza
essere nei ritorni, svegli quel tanto che
non sia morire.
Osservare le impronte degli dei
finire dove iniziano le proprie
e zefiro mutarsi in maestrale.

Mattinata prudente, quasi assale la goccia
nel lavabo, l'aroma del caffè.
La notte arrotolata alle persiane
e
nell'azzurro cielo di un settembre invaghito
dell'inverno
disegnare parole

Gli dei scuotono il capo, non capiscono
come si possa amare caldi umori
con ali ripiegate sotto i gesti.





MINIMA

Ne raccattiamo forse le cocche
noi che a metraggio
ci avvolgiamo in rocchi
oppure in disarmo di
pepe, paprika, zenzero candito
lecchiamo falde e nocche dal sapore
d'aceto.
Mi apparto per decidere se vado
con zoccoli di paglia
oppure m'incarrozzo nella zucca
e oop
stelle e coriandoli
pioggia di cenerentole in pigiama
affollano il mio prato.

Ora mi avvio
schegge di vetro rotto
le mie scarpe.






L ( ' ) UNA DI NOTTE

Luna nascosta a sè
listata a festa, tra nuvole scomposte
annessa, mantice in forza d'organo
le canne ugole d'argento
apposti timbri in calce.

Barattoli d'ossigeno
i polmoni d'annata, qualità
doc
un compratore farsi sulla sogla
all'esitante nel tetrobottega
cartellino scaduto
nemmeno se n'è accorto il venditore.

Furtivi cuscinetti di felino
felpe d'inverno, candida l'impronta.
Il silenzio scandto invade l'aria
e, d'inatteso lutto, giace la  parola.
E' notte














Le parole in rosa sono links

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