"... Ma ciò che mi colpì, fin da quella prima sera, fu senza dubbio la sala da pranzo, in sè, coi suoi mobili di legno rossastro, in stile floreale, col suo vasto camino dalla bocca arcuata e sinuosa, quasi umana, con le sue pareti foderate di cuoio tranne quella, interamente a vetri, inquadrante la buia, silenziosa tempesta del parco come l'oblò del Nautilus: così intima, così riparata, starei per dire così sepolta, ( ... ), a proteggere quella specie di pigra brace che è tante volte il cuore dei giovani ..."
G. Bassani, Il giardino dei Finzi Contini
"Winston rimase sdraiato sul letto ancora qualche minuto. La stanza si andava oscurando. Si voltò verso la luce che impallidiva e indugiò a guardare il fermacarte di vetro. La cosa più interessante da guardarsi non era tanto il pezzo di corallo quanto l'interno stesso del vetro. Era così alto e profondo, eppure trasparente come l'aria: Era come se la superficie del vetro fosse la volta del cielo, che racchiudesse un piccolo mondo nella sua atmosfera. Pensava quasi che sarebbe potuto entrare dentro quel vetro, e che, anzi, ci stava già dentro, lui con tutto il letto di mogano, la tavola pieghevole, l'orologio di foggia antica, l'incisione sul caminetto e persino il fermacarte.
Il fermacarte era la stanza dentro la quale lui si trovava, e il corallo era la vita di Julia e la sua unite insieme, fissate in una specie di eternità, nel cuore di cristallo. "
George Orwell, 1984
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