- Camminare? Dove andiamo?
- Cominci a camminare.
A quell'altezza via Podzamcze correva lunga e diritta ( ... )
L' SS squarciava la neve ghiacciata con i suoi stivali ingrassati, e il suo profilo angoloso era rivolto al lucore davanti a loro. ( ... )
Cominciava a nevicare di nuovo. Come farfalle morte o ceneri spazzate dal vento, i fiocchi entravano nel cerchio luminoso in spirali stanche. Salle Weber tolse un bruscolo inesistente dal cappotto di Bora.
Nel bel mezzo della città, padre Malecki tornava a piedi dal Consolato americano. aveva appena telegrafato in Vaticano la notizia del decesso della badessa ( ... ). Incupito, percorse la Franciszkanska e imboccò la via tortuosa che conduceva alla chiesa del convento, la cui facciata barocca invadeva i marciapiedi con una scalinata di marmo.
Dalla fine della strada si alzò un fragore di cingoli metallici . ( ... ) Stridendo e rombando sul selciato, i Panzern cominciarono a sbucare dalla curva stretta di fronte a lui, dove la scalinata di una chiesa gesuita riduceva ulteriormente lo spazio. Come dinosauri, incedevano nel tanfo di carburante facendo tintinnare i finestrini e lo specchietto retrovisore dell'auto di Bora.
( ... ) si recarono insieme nel loro appartamento.
Era un edificio signorile di tre piani sulla Podzamcze, proprio sotto gli splendidi bastioni del castello di Wawel. ( ... ). Bora non aveva ancora varcato la soglia. Vide che, nonostante la targa di ottone col nome della famiglia fosse stato rimosso dalla porta, il nome stampato sotto il campanello era ancora leggibile, ed era un nome ebreo.
Nella saletta da pranzo al secondo piano dell'Hotel Francuski campeggiava una grande moquette con rose verde pallido su sfondo magenta. Bora pensò che assomgliavano a tanti cavolfiori stinti.
Il suo patrigno intendeva ripartire nel tardo pomeriggio.
Fedele alla forma, insistette per andare a piedi dal Francuski alla stazione, così lui e Bora passarono sotto l'arco di San Floriano, nel cui muro era incassato un altare, protetto da una finestrella che in quel momento appariva spalancata. C'era una suora inginocchiata a pregare.
La luce pomeridiana risplendeva nitida ed intensa, e per le strade gettava lunghe ombre dagli alberi e dagli edifici. più in alto il cielo era attraversato dalle scie sottili dei bombardieri diretti a est, tracce delicate come pentagrammi senza note.
E' riduttivo definire " Lumen ", come è stato fatto, un romanzo di genere, un giallo. Per la sua autrice, Ben Pastor, " Lumen" diviene un'occasione per dare vita letteraria ad una dimensione storica. Attraverso Bora, un tormentato capitano della Werhmacht, ed un sacerdote americano di origine polacca, padre Malecki, il lettore viene introdotto nella Cracovia dei mesi immediatamente successivi all'occupazione nazista e sovietica della Polonia nel 1939.
Ringrazio Franz ( alias Francesco, alias Marxx, alias SLec... ) che mi ha suggerito di leggere " Lumen " commentando un mio precedente post su Cracovia.





