"La strada che porta all'abbazia di Saint Denis, alla periferia di Parigi, è tutt'altro che promettente, e il primo impatto visivo che si ha con l'edificio - attraverso una squallida piazza urbana - non è granché meglio: la costruzione si presenta tozza, asimmetrica e un po' trasandata. Ma io sono venuto per ciò che c'è dentro e, non appena i miei occhi si abituano alla penombra, comprendo di non aver nessun motivo per considerarmi deluso.
La mia prima impressione è di una vertiginosa verticalità (...). Nonostante la sciatta pietra grigia, rispetto agli standard medioevali l'interno della chiesa è luminoso (...). Verso l'altare prevale una luce blu scuro che, pur modificando il colore dei raggi solari, sembra quasi renderli più intensi. Gli altri colori delle vetrate proiettano collane ingioiellate di luce sul pavimento; il blu, invece, non sembra concentrarsi in un singolo punto, ma diffondersi ovunque, e pian piano ne sono circondato. Pare di trovarsi sotto il mare.
Saint Denis è il prototipo della cattedrale gotica, la magnifica creazione del celebre abate Suger. (...)
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lunedì 27 maggio 2013
Cobalto
domenica 2 dicembre 2012
neon
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domenica 11 novembre 2012
mercurio
- E cosa contava di fare con quel mercurio?
- Niente. Quando mi capitava inavvertitamente di rompere un termometro, per sicurezza, raccoglievo il mercurio in un recipiente.
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mercoledì 19 settembre 2012
Carbonio
Noi siamo fatti d'acqua, amica mia
e pare che, seccati e poi filtrati,
il mio corpo, il tuo, altro non sia
che un pugno di tranquilli carbonati.
Non basta, cara: gli atomi, si dice,
siano principalmente spazio vago,
sottratto il quale, esito felice,
staremmo in due su una punta d'ago.
Accetto la notizia intenerito
e spero che, gettata l'acqua a mare
e soffiato via lo spazio atomico,
ciò che di noi rimane resti unito
in modo da poterci ancora amare:
sebbene, così stretti, sarà comico.
da L'amore in forma chiusa di Roberto Piumini
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mercoledì 13 aprile 2011
Argon
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Ci sono nell'aria che respiriamo, i cosiddetti gas inerti. Portano curiosi nomi greci di derivazione dotta, che significano " il Nuovo", " il Nascosto", " l' Inoperoso", " lo Straniero ". Sono appunto, talmente inerti, talmente paghi della loro condizione, che non interferiscono in nessuna reazione chimica, non si combinano con alcun altro elemento, e proprio per questo motivo sono passati inosservati per secoli (...).
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Ci sono nell'aria che respiriamo, i cosiddetti gas inerti. Portano curiosi nomi greci di derivazione dotta, che significano " il Nuovo", " il Nascosto", " l' Inoperoso", " lo Straniero ". Sono appunto, talmente inerti, talmente paghi della loro condizione, che non interferiscono in nessuna reazione chimica, non si combinano con alcun altro elemento, e proprio per questo motivo sono passati inosservati per secoli (...).
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| Primo Levi |
Si chiamano anche gas nobili, e qui ci sarebbe da discutere se veramente tutti i nobili siano inerti e tutti gli inerti siano nobili ; si chiamano infine anche gas rari, benchè uno di loro, l'argon, l' Inoperoso, sia presente nell'aria nella rispettabile proporzione dell' 1 per cento (...).
Il poco che so dei miei antenati li avvicina a questi gas (...) ... portati alla speculazione disinteressata, (...) hanno in comune un qualcosa di statico, un atteggiamento di dignitosa astensione, di volontaria ( o accettata ) relegazione al margine del gran fiume della vita. Nobili, inerti e rari (...)
( non) potrei dimenticare Barbarico, (...) poco è mancato ( una sola generazione ) a che egli fosse mio zio nell'accezione ristretta del termine. (...)
Aveva studato medicina ed era diventato un buon medico ma non gli piaceva il mondo. Gli piacevano cioè gli uomini, e particolarmente le donne, i prati, il cielo: ma non la fatica, il fracasso dei carri, le mene per la carriera, le brighe per il pane quotidiano (...).
Avrebbe voluto evadere, ma era troppo pigro per farlo. Gli amici ed una donna che lo amava e che lui sopportava con distratta benevolenza, lo convinsero a concorrere per il posto di medico a bordo di un transatlantico di linea; vinse agevolmente il concorso, fece un solo viaggio da Genova a New York, ed al ritorno a Genova rassegnò le dimissioni, perchè in America " j'era trop bordél ", c'era troppo fracasso.(...)
...stava tutto il giorno sdraiato sulla sua cuccia a leggere libri e giornali vecchi : era un lettore attento, memore, eclettico ed infaticabile, benchè la miopia lo costringesse a tenere gli stampati a tre dita dagl occhiali, che aveva spessi come fondi di bicchiere. Si alzava solo quando un cliente lo mandava a cercare, il che accadeva spesso, perchè lui non si faceva pagare quasi mai (...) . Non mangiava quasi niente, e più in generale non aveva bisogni; morì più che novantenne, con discrezione e dignità.
Primo Levi, Il sistema periodico
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lunedì 1 novembre 2010
Silicio
La Challenge Marathon sull'Everest è una delle imprese più punitive nell'ambito delle ultramaratone, un viaggio che in brevissimo tempo conduce al cuore della zona di pericolo dove l'ossigeno è rarefatto
(... ) Alla gara mi ero iscritto via Internet dalle viscere del mio ufficio senza finestre della Microsoft, incastrato nel mondo virtuale dei codici, a una immensa distanza dalla mia vita di fattoria in Irlanda. Nell'arco dei miei trentasette anni ero passato dal mungere le vacche al mattino su una piovosa isola dell'Atlantico a questo bunker tecnologico.
Quando alla fine del millennio passato intrapresi questo viaggio, ero in cerca di simboli, di una missione e di un senso; ( ... )
Abbiamo appreso la lezione di umiltà. Ogni giorno il gruppo parte unito, il tempo che divide i giorni è sospeso, e, ogni giorno, lungo i primi chilometri, il mio avversario mi incalza, sperando che il mio fisico non mi sostenga, ma ogni giorno riesco a distaccarlo. (...) Ci troviamo al cospetto della nostra mortalità, e in qualche modo riusciamo a non arrenderci e coprire i 160 chilometri.
Quel che sento è una percezione primeva di ciò che mi circonda, un istinto nervoso e competitivo (..) una consapevolezza tesa più alla sopravvivenza che a una più alta forma di pensiero filosofico o analitico, e sento che è vita vera(...) La sopravvivenza è il mio solo obiettivo.
da Fame d'aria di Michael Collins in Dovevo andarci. Scrittori in viaggio con se stessi ed.Mondadori
Silicio
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