
Esistono luoghi “ad alta densità” di storia, di fascino, come se le parole, i pensieri, le emozioni, l'energia delle persone che hanno occupato questi spazi non fossero mai trascorsi ma continuassero ad ispirare, in chi li avverte, sottili e preziose impressioni. L’hotel Metropol di Mosca è uno di questi.
Ci sono stata lo scorso anno, in estate.
Qui
- Lewis Carrol ideò Alice ( dicono, mi piace pensarlo, ma mi sembra poco probabile )
- fu dislocata dai bolscevichi la sede del Comitato Esecutivo Centrale di Tutta la Russia - il RCEC.
- vissero e lavorarono Chicherin, Sverdlov, e Bukharin

- durante
la Seconda Guerra Mondiale, alloggiarono i corrispondenti dei più importanti giornali occidentali e al suo interno fu allestito un centro stampa.
- Stalin brindò alla vittoria nella Grande Guerra Patriottica, attingendo vino direttamente dalla fontana posta al centro dell’elegante sala - ristorante
- Michael Jackson compose,nel ’93, uno dei suoi pezzi più intimi, Stranger in Moscow.

Sulle pareti dei silenziosi saloni del terzo e quarto piano, sorridono, nelle foto incorniciate, i volti di attori, di cantanti, di tante personalità che hanno lasciato traccia di sé nel mondo della cultura, dell’arte, della politica e che hanno percorso i lunghi corridoi del Metropol.
L’albergo, con le sue eleganti vetrate policrome ed i suoi interni raffinati ed armoniosi, è ritenuto un capolavoro dell’Art Nouveau. Deve la sua nascita al mecenate S. Mamontov che chiamò giovani artisti e architetti di talento come Walcott, Vrubel, Kekushev e Chekhonin.
Si affaccia su Teatralny proedz, a pochi passi dal Bolshoi e dalla Piazza Rossa.