martedì 7 settembre 2010

Maeve Brennan e il Greenwich Village




Maeve lasciò Dublino, dove era nata nel 1917, quando il padre, in qualità di ambasciatore della Repubblica di Irlanda, si trasferì nel ’34 a Washington.


  I suoi primi scritti furono pubblicati sul “New Yorker” . Si trattava di brevi editoriali contenuti nella rubrica “ Talk of  the Town “ destinati a raccontare la Manhattan degli anni '50 e ’60, in particolare quella compresa tra il Greenwich Village e l’Ottantesima Strada

 
                                                                                                                                                                                                                   Il passo  che propongo descrive  l’abitazione di un amico della scrittrice. Siamo sulla Decima Strada, tra la Quinta e la Sesta Avenue, quindi appena a nord di  Washington Square.








... Sono tornata al Village e ora trascorro qualche giorno nell' appartamento di un amico che si trova a Londra. l' appartamento è piccolo, ordinato e individuale - per una sola persona, e dal momento in cui sono entrata qui giovedì con la mia valigia è rimasto distante ( cordiale ma distante ). " Noi non abbiamo segreti" sembravano dire le due piccole stanze " ma apparteniamo a "lui" ".
                                               ( ... )
Sono quasi le sei ( ... ) Un minuto fa, , o forse sono passati solo pochi secondi, c'è stato un acquazzone. Ha piovuto a catinelle. All'improvviso sono scoppiati i tuoni insieme ai lampi, e il cielo da bianco è diventato nero.
                                             ( ... )

Quando mi sono girata la stanza era piombata nella penombra, non rimaneva nulla della luce che l'aveva colpita tutto il giorno. Ora la camera è indefinita e inconsistente e appare per quello che è realmente - lo scenario accidentale di un sogno enigmatico che avevo già fatto prima, in altre stanze, e farò nuovamente, in stanze che non che non ho ancora visto. E' un sogno senza persone.
                                            ( ... )
La pioggia cade di sbieco formando delle pareti di roccia, e la sua forza ha trasformato la camera in una caverna, reale solo perchè vuota.
                                          ( ... )
La pioggia cade più rapida e nera che mai. Le finestre dell'appartamento accanto dove c'è la festa devono essere coperte di rivoli d'acqua - quasi spumeggianti - e anche la Decima strada deve essere ridotta ad un torrente di schiuma nera. ( ... ) La camera aspetta che accada qualcosa. Potrei accendere il fuoco, ma il mio amico ha dimenticato di lasciarmi la legna. Potrei accendere una lampada, ma l'elettricità non dà sensazioni vitali. Mi alzo, mi avvicino al giradischi e lo accendo senza cambiare il disco che ho sentito stamattina. Il suono si intensifica e si muove, afferrando i quadri, i libri e la mensola di marmo bianco scolorito del caminetto, come farebbe la luce delle fiamme. Ora questo posto non è più una caverna, ma una stanza con pareti che ascoltano in pace. Sento la musica e guardo la voce. Riesco a vederla. E' una voce da seguire con gli occhi della mente. " La Brave, c'est elle ". Non esiste nessun altra. E' Billie Holiday che canta.

                                                                             
( 11 novembre 1967 )

Da " Racconti di New York " ed. Bur




Maeve è morta nel’93. Ci ha lasciato raccolte di racconti ed un romanzo, “La visitatrice”.













16 commenti:

  1. Sempre interessanti i tuoi post.

    Un abbraccio
    Cri

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  2. Evochi sogni passati cara Gyacinta, quelli di una America ancora misteriosamente grande, dove ogni cosa era possibile.
    Quando ancora, l'interno di una camera tra la quinta e la decima strada del Village, si fondeva con gli enormi spazi dei campi di grano e di mais, solcati dalle rombanti Harley Davidson.
    Belle sensazioni...
    Abbraccio!

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  3. @ Cristina mi incoraggi sempre, ti ringrazio! Un bacio

    @ Si, Gianni, fai ricorso al termine più giusto, " evocare ". In effetti è un mondo che non c'è più e che ho tentato per un attimo di rappresentare. Un abbraccio

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  4. Carissima Giacynta, passo a lasciarti un saluto, nonostante l'assenza di pochi giorni, un po' a causa del lavoro (dove piovono pietre potrei dire) un po' per tutto il resto, fatico a riprendere il giro. Un grosso bacione. Dolce notte. Carmen

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  5. Billie Holiday é semplicemente stupenda in una canzone che troppi hanno rovinato e quel video che accompagna la sua splendida voce mi fa' venire in mente sin troppe cose sugli USA. E così ho imparato qualcosa su Maeve. Ciao, Giacynta

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  6. @ Carmen : Grazie cara, so che ci sei comunque! Buona giornata. Bacio grande.

    @ Adriano : Maeve è una scrittrice davvero interessante. Nella definizione dei sentimenti ( quelli più sfuggenti, più difficilmente rappresentabili )è davvero notevole. Ne parlerò ancora, spero, così come degli USA. Grazie per le belle parole che sempre mi riservi. Buona giornata !

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  7. Ho visitato un po'il tuo blog,è un tripudio di letture a me sconosciute,quasi mi si confondono le idee, e comunque lo 'assaggero' a piccole dosi.
    Bene,comunque,per l'entusiasmo che vi trapela

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  8. Pubblico qualcosa delle mie letture che, ammetto, negli ultimi mesi sono state abbastanza disordinate. Molte di queste sono legate ai viaggi fatti di recente, visto che prima di visitare un luogo, mi piace stabilire con questo un rapporto più intimo attraverso la letteratura.
    Spero di averti ancora qui e ti ringrazio.
    Giacinta

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  9. Quante cose nuove imparo qui!!! c'è un caleidoscopio pieno di colori, voci, suoni,una spremuta di cose interessanti che arricchiscono l'anima e la mente! Ciao, a presto!

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  10. Anche nel tuo commento c'è tutto ciò di cui ho bisogno per sentirmi bene! Grazie, cara.

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  11. scrittrice fantastica, mi chiedo se con tutto quel materiale umano che si trova a new york non sia quasi naturale scrivere...

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  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  13. Buongiorno Giacynta, una scrittrice con una grande capacità descrittiva, che fa prendere vita ad una stanza, con le varie sfumature della luce!
    Buon fine settimana!

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  14. @Antonio : Penso anch'io che NY sia fatta per essere raccontata. E' una città dalla straordinaria energia forse per il suo carattere multietnico e per le numerose opportunità che offre. Ogni quartiere è diverso; ciò rende evidente ed esalta, per contrasto, ogni particolare, ogni storia.

    @Sciarada : Sono d'accordo. Grazie, un caro saluto.

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  15. sono tornata da pochissimo da New York, e la zona del Village è sempre stata una delle mie preferite dove gironzolare e perdere tempo in bar e negozietti polverosi. mi sono segnata il libro, grazie del suggerimento!
    e auguri di buon anno ;-)

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  16. Il mio viaggio risale a molti anni fa. Le torri gemelle c'erano ancora. E' una città che non si dimentica e che, anzi, ti appare stranamente familiare. Proprio ieri ho letto un bell'articolo a proposito di N.Y. sull'ultimo numero di Frigidaire. Se ti capita, leggilo, ne vale la pena.
    Grazie per esserti fermata un po' qui. :)

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