giovedì 11 dicembre 2014

                                          

D'amour, l'ardente fiamme
Consume mes beaux jours.
Ah! la paix de mon âme
A
dono fùi pour toujours!
Son départ, son absence,
Sont pour moi le cercueil,
Et, loin de sa présence,
Tout me paraît en deuil.
Alors ma pauvre tête
Se dérange bientôt;


domenica 7 dicembre 2014



foto di Gianni Berengo Gardin -1960 -

sabato 15 novembre 2014

Novel cuisine : broda di corvo spennato arruffatosi co' gatti


Il mio passaggio da Londra a Filadelfia fu lungo, disastroso e pieno di fastidi e d'affanno. Non durò meno d'ottantasei giorni, nell'intero corso de' quali tutti quegli agi mi mancarono, che l'età mia, lo
stato del mio spirito e un tremendo viaggio di mare parevano esigere per renderlo sopportabile, se non grato. Io avea udito dire che per andar in America bastava che io pagassi una certa summa al capitano del vascello su cui imbarcavami, e che esso poi mi somministrerebbe quello che occorrevami; ma tutto ciò andava bene per quelli che incontransi in capitani onesti, cortesi e ben educati, che studiano tutto per render dolce il passaggio a' viaggiatori. Io caddi nell'ugne di un mariuolo di Nantucket, che, avvezzo d'ir alla pesca delle balene, trattava i suoi passeggieri come i marinari più vili, cui appunto trattava come que' mostri de' mari. Non aveva egli con sé se non provvisioni grossolanissime, e di quelle eziandio era dispensatore molto economico. Il primo mio fallo fu il pagargli quarantaquattro ghinee prima di metter piede sulla sua nave, senza contratti, senza scritture, senza informazioni, altro non esigendo da lui che d'esser a Filadelfia condotto, e nudrito. All'ora del pranzo cominciai a presentire qual dovesse esser il mio destino.

giovedì 30 ottobre 2014

duo d'amour

particolare de Gli Amanti ( dai Tarocchi di Ferenc Pinter )




Duetto Cleofide e Poro

giovedì 16 ottobre 2014

Wilhelm e William






 Intanto Guglielmo non si faceva quasi più vedere. Chiuso in una delle stanze più appartate, in cui nessuno era ammesso tranne
 Mignon e l'arpista, viveva tutto immerso nel
mondo shakespeariano, a tal punto che non conosceva né sentiva più nulla al di fuori di sé. Si racconta di maghi che con formule magiche attirano nella loro stanza un'enorme
quantità di spiriti dalle figure più varie. Le evocazioni sono così potenti che ben presto
tutta la stanza si riempie; gli spiriti, incalzati fino al piccolo cerchio magico, si moltiplicano
muovendosi di continuo intorno ad esso e al di sopra del capo del maestro, in continua
metamorfosi. Ogni angolo rigurgita di fantasmi, ogni scaffale ne è pieno: vi sono delle
uova che si gonfiano e delle figure gigantesche che si rimpiccioliscono fino ad assumere
forme di funghi. Disgraziatamente il negromante ha dimenticato la formula con cui
potrebbe far defluire quella marea di spiriti. Lo stesso accadeva a Guglielmo, e nel grande
sconvolgimento che avveniva in lui si risvegliavano mille sensazioni, mille possibilità che
fino allora non aveva né conosciute né presentite.



domenica 5 ottobre 2014

Guappecartò a Materadio


Sono italiani ma vivono a Parigi da nove anni.

domenica 28 settembre 2014

golden hair for two voices

James Joyce
Syd Barrett

 

         

                                    

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domenica 14 settembre 2014

John e John



John Renbourn
John Donne

                                                                ... a Song

  ( qui  Giuliano a proposito dei due John e della canzone che li lega  )
 

sabato 6 settembre 2014

Nel Nautilus

by  Leo Svendsen

In quel giorno il Nautilus attraversò una parte strana dell'Oceano Atlantico. Non c'è nessuno che non sappia dell'esistenza di quella grande corrente d' acqua calda conosciuta col nome di Corrente del Golfo che, dopo essere uscita dai canali della Florida, si dirige verso lo Spitzberg. Ma prima di entrare nel golfo del Messico, verso 44° di latitudine nord, si divide in due rami, il principale si porta verso le coste d'Irlanda e di Norvegia, e il secondo piega verso il sud, all'altezza delle Azzorre, poi, battendo le rive africane e descrivendo un ovale allungato, ritorna verso le Antille.
Ora, questo secondo ramo - ed è piuttosto una collana che un ramo - avvolge con i suoi cerchi di acqua calda quella parte fredda, tranquilla e immobile dell'Oceano, che si chiama il mare dei Sargassi, un vero lago in pieno Atlantico, per girare intorno al quale le acque della grande corrente impiegano non meno di tre anni.

sabato 23 agosto 2014

Nel retìno di Vladimir



Da  
Immaturità di F.M. Cataluccio - ed. Einaudi ( qui )


"Come una farfallina, ho svolazzato, svolazzato un po' e sono morto" diceva il protagonista del romanzo Bambocciata di Konstantin K. Vaginov.
Con esche fatte di melassa e birra svaporata, un retino delicato e un barattolo con fondo di ovatta imbevuto d'etere, lo scrittore russo-americano Vladimir Nabokov andò come un bambino a caccia di farfalle per tutta la vita.

 Una passione profonda, e anche, in alcuni periodi, un divertente modo per guadagnarsi il pane. Nel 1941, trasferitosi da poco con la famiglia negli Stati Uniti, ricevette dapprima l'incarico di riordinare la collezione di lepidotteri del Museo di Storia naturale di New York e, l'anno successivo, dopo un incontro con il professor Nathan Banks, direttore del dipartimento di Entomologia del Museo di Zoologia comparata di Harvard, ricevette l'incarico come "research fellow", sia pure a tempo parziale, presso quell'Università, di risistemare le collezioni esistenti.

domenica 3 agosto 2014

Da dove viene il vento




                               da " Da dove viene il vento " di Mariolina Venezia 
                                                                                           ed. Einaudi



La narratrice


Mangio poca frutta e bevo molto caffè. Dora, Colombo, Idir, l'astronauta, mi fanno compagnia. I loro pensieri più nascosti, gli affetti, i gesti segreti, sono diventati i miei. Un giorno vorrei aprire la porta e uscire di casa, andare al mare, correre, stare sotto il sole. O arrampicarmi sugli alberi come facevo da bambina.
Ma poi.
Mi affaccio alla finestra, guardo il movimento giù, nella strada. La gente che entra e esce dal supermercato sotto casa, le bancarelle che vendono vestiti made in China, le vecchie coi cani al guinzaglio.
Che ci faccio qui su?

venerdì 18 luglio 2014

Guarda gli arlecchini!



Vedevo raramente i miei genitori. (... ) Una prozia straordinaria, la baronessa Bredov, nata Tolstoj, rimpiazzava a sufficienza i consanguinei più prossimi. All'età di sette otto anni, quando già in me albergavano i segreti di un pazzo conclamato, perfino a lei ( che era a sua volta lungi dall'essere normale ) apparivo come un bambino troppo scontroso e indolente; mentre in realtà ero, com'è ovvio, continuamente e smodatamente perso in fantasticherie.

"Smettila di tenere il broncio! - gridava : " Look at the harlequins! Guarda gli arlecchini!". "Quali arlecchini? Dove?".
"Oh, dappertutto. Tutt’attorno a te. Gli alberi sono degli arlecchini, le parole sono degli arlecchini; anche le situazioni e le addizioni. Metti insieme due cose – due arguzie, due immagini – ed eccoti un arlecchino triplo. Gioca! Inventa il mondo! Inventa la realtà!".

E io lo feci. Per Giove se lo feci. Inventai la prozia in onore delle mie prime fantasticherie, ed eccola scendere lentamente, in obliquo, in obliquo, i gradini marmorei del porticato del ricordo, gracile dama zoppa, toccando il bordo di ogni gradino con la punta di gomma del bastone da passeggio nero.

 

Vladimir Nabokov, Guarda gli Arlecchini!   ed. Adelphi 

Traduzione di Franca Pece


 

martedì 24 giugno 2014

Nel castello di Barbablù





Nella favola di Perrault, Barbablù chiede in sposa una tra due bellissime sorelle e, aprendo la sua dimora a parenti e amici delle fanciulle, riesce a far dimenticare il colore della sua barba e la sua cattiva reputazione: offre ai suoi ospiti otto giorni di perfetto svago.
E’ la più giovane delle sorelle a decidere di accettare la proposta di matrimonio.

domenica 22 giugno 2014





qui


sabato 7 giugno 2014

Le lepri estatiche






Al calar della sera arrivai in un fienile. Era diviso da un soppalco a circa due metri dell'altezza e per fortuna ci avevano lasciato la scala a pioli. In un attimo fui di sopra, a scartare i panini imburrati con prosciutto affumicato e pere che mi avevano dato a ó- Kígyós. Poi finii il vino che avevo stappato a mezzogiorno. (...)

Avvolto nel cappotto, la testa sullo zaino, rimasi sveglio a fumare (...) e mi abbandonai a pensieri euforici. Era come nella prima notte all'addiaccio sul Danubio: provavo la medesima sensazione quasi estatica all'idea che nessuno sapesse dov'ero (...).

domenica 11 maggio 2014

Wasserklavier



qui e qui


Wasserklavier è il terzo dei Six Encores,  sei brevi pezzi scritti da Luciano Berio tra il ‘65 e il ‘90. I primi quattro Encores sono dedicati agli elementi  acqua, aria, terra, fuoco.
 Nel corso della breve composizione,  Berio cita l' Impromptu op. 142 n. 1 di Schubert e  l’Intermezzo op. 117 n. 2 di Brahms.  

giovedì 10 aprile 2014


qui

p.s.
Grazie a Fabio

domenica 30 marzo 2014

Borodin



Chimico-medico di professione, impegnato in attività di carattere umanitario, Aleksandr Porfir'evič Borodin ( Pietroburgo, 1834 – 1887) si considerava " un compositore domenicale che si sforza di restare oscuro".
Sembra fosse molto distratto. Si dice che fosse solito chiedere alla  moglie : "Katja, per amor del cielo, com'è che ti chiami?" e che una volta, durante una serata musicale passata insieme ad amici, d'improvviso, si alzò in piedi e cominciò a mettersi il cappotto. Quando gli domandarono: "Dove va, Aleksandr Porfirevich?", lui rispose sorpreso: "Ma come, dove? A casa! Si è fatto tardi, e domani ho lezione". Solo a questo punto si rese conto di essere a casa propria.

Info

domenica 23 marzo 2014

Della vita interiore di un bonsai




La salvezza appartiene al campo del più bizzarro mistero. Il 21 dicembre 2011 ho ricevuto in regalo un bonsai di raffinata bellezza. L'ho portato nel mio appartamento e l'ho battezzato Swift. Due settimane dopo Swift ha cominciato a morire. Sono corsa dalla venditrice autoproclamatasi specialista di quella specie che mi ha detto:

- Il suo bonsai è agonizzante.
- Lo so. Cosa mi consiglia?
- Niente.
- Ma ci sarà pure qualcosa che si può fare!
- Contro la morte?
- Non è ancora morto. Finchè c'è vita, c'è speranza.
Lei alzò gli occhi al cielo.

giovedì 20 marzo 2014

Prinsengracht concert



L'orchestra è su una grande chiatta e il pubblico ascolta in barca, alla finestra...

Amsterdam, agosto 2013


qui




domenica 16 marzo 2014

Sviste

da " Camera con vista " di E.M.Forster , ed. Garzanti  ( qui )





I have a secret


L'impossibilità di comunicare un segreto presenta questo svantaggio:
perdiamo il senso delle proporzioni e quindi non siamo in grado di capire se il nostro segreto è o non è importante. (...)Lucy e il suo segreto si trattennero altri dieci giorni nella metropoli deserta...



giovedì 6 marzo 2014

La Lucania a piedi







Si può ritornare nella propria terra in molti modi, non solo cambiando cinque volte treno per raggiungere   Matera, la città in cui sono vissuta per tanti anni, ma anche, più piacevolmente, presentando un libro che è insieme un diario di viaggio, un percorso letterario in prosa e in versi, un documento storico-etnologico, un reportage fotografico sulla mia terra d’origine, la Lucania.

giovedì 27 febbraio 2014

Linda Perhacs

qui

info
l'immagine è un dettaglio di una foto di Julie Blackmon

domenica 16 febbraio 2014

Questione di tempo


 

Dilazione


La birra rossa era più forte di quanto si ricordasse, o lui era diventato più vecchio di quanto credesse. Gli girava la testa, con una leggerezza inebriante.
"Sì", rispose.
"Sì cosa?"
"Sì, il lavoro è un anestetico".
"Eh?", il suo collega lo guardava con un misto di stupore ed orrore.
"Un anestetico. Non ci avevo mai pensato, ma serve proprio a questo: a sopportare la vita".
Il collega gli sollevò il bicchiere mezzo vuoto: " Bevuto molto? "
"La paura della morte. Siamo pieni di questa fottutissima paura di morire. Basta fermarsi un attimo, ed ecco che inizi a chiederti: tra quarant'anni dove sarò? Cosa sarò? Pensaci. Pensaci solo un attimo, e vedrai che ti sei già rovinato la giornata. Ma se lavori il tuo orizzonte temporale si riduce - Cristo se si riduce! Perchè il tuo problema diventa: riuscirò a consegnare il documento verso sera? E perchè sai bene che quella sera sarai ancora vivo
- Marinis escluso, ovviamente - sotto sotto ti convinci che lo sarai per
sempre. O, come minimo, sai che sei riuscito a rimandare il problema di morire al giorno dopo: oggi, mi spiace, ma ci sono cose più urgenti da fare. E' come se tutti si fossero convinti che si tratti di una questione di concentrazione: se stai facendo qualcosa, la morte si dimentica di te. Sai che c'è una popolazione di non so quale isola del Pacifico che non conosce la parola 'no'? Dicono: domani. Ecco, finchè si lavora, la morte è domani. La morte è 'no'.

giovedì 6 febbraio 2014

note in chiusura

                
            
Gagnière, tutto rilassato come a casa sua, indifferente agli sbadigli
dell'unico cameriere rimasto a stiracchiarsi nella sala, guardava Claude
senza vederlo, con gli occhi vacui.
«A proposito,» domandò quest'ultimo «che stavi dicendo a
Mahoudeau, stasera? Sì, il rosso della bandiera che sfuma in giallo
nell'azzurro del cielo... Eh? gli dai dentro alla teoria dei colori
complementari...»

Ma l'altro non rispose. Prese il suo boccale, lo riposò senza aver
bevuto, finì per mormorare, con un sorriso estasiato:
«Haydn, la sua grazia retorica, una piccola musica tremula, da
vecchia nonnina incipriata... Mozart, il genio precorritore, il primo che
abbia dato all'orchestra una voce individuale... Ed esistono, questi due,
soprattutto perché hanno fatto Beethoven... Ah! Beethoven, la potenza, la
forza nel dolore sereno. Michelangelo delle tombe medicee! Un eroe
logico, un plasmatore di cervelli, perché sono partiti tutti dalla sinfonia corale, i grandi d'oggi!»