domenica 31 gennaio 2016

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foto di Cinzia :-

domenica 17 gennaio 2016

sabato 16 gennaio 2016

giovedì 19 novembre 2015

David Sylvian, Orpheus

Standing firm on this stony ground
The wind blows hard
Pulls these clothes around
I harbour all the same worries as most
The temptations to leave or to give up the ghost
I wrestle with an outlook on life
That shifts between darkness and shadowy light
I struggle with words for fear that they'll hear
But orpheus sleeps on his back still dead to the world....     ( qui )



domenica 15 novembre 2015

Il figlio di Poros e Penia


" Dirò invece il discorso su Amore che ho ascoltato una volta da una donna di Mantinea, di nome Diotima, la quale era dotta su questa e molte altre questioni. Facendo fare dei sacrifici agli Ateniesi prima della peste, ritardò l’epidemia di dieci anni; e fu proprio lei che mi istruí nelle cose d’amore ... "

Platone, Simposio 


venerdì 16 ottobre 2015

la compagna perduta


 da Pagine di un lungo DIARIO  di Giuseppe Bevilacqua
casa editrice Le Lettere



Oggi ascoltavo la terza di Brahms in una esecuzione di Otto Klemperer. Al poco allegretto in Do minore, con le sue volute di malinconico e dolce abbandono, ho visto improvvisamente il profilo di una ragazza: un ricordo che era sepolto da parecchi decenni e che ora si correda di tutte le circostanze. Ero alla Fenice, in loggione. Non ricordo chi era sul podio quella sera. Nella fila davanti, sulla sinistra, era - poco più che adolescente com'ero io - una ragazza dai capelli bruni che ogni tanto si volgeva a sussurrare qualcosa all'amica che stava alla sua destra; sicché vedevo benissimo il profilo, e talvolta anche l'intero viso. L'ho rivisto oggi in tutto il suo fascino per me incomprensibile. C'era come una totale armonia tra esso e la musica che stavamo ascoltando. E siccome, questa ragazza ed io, l'ascoltavamo insieme, era come se il nostro respiro e i nostri battiti di cuore andassero insieme. Lei non si volse mai, non mi vide. Ma io so ancora di aver pensato: questa potrebbe essere la compagna della mia vita. Con Brahms si chiuse il concerto. Uscii come stordito, lei si perse subito tra la folla; e del resto io neppure tentai di seguirla, di vederla meglio. Ero tutto compreso dalla suggestione di quel viso, come rapito in un sogno ad occhi aperti.


fotogramma di "Prima della rivoluzione" Di B. Bertolucci ( qui )

domenica 4 ottobre 2015

Gurre-lieder






Il nome di Arnold Schönberg si associa solitamente alla musica dodecafonica, ma il nuovo sistema a cui il musicista dà vita è un punto d’approdo al quale giunge dopo aver scritto musica  tonale. Con i Gurrelieder (  Gurre è il nome di un castello in Danimarca ), il musicista si mantiene fedele alla tradizione ( Brahms e Wagner soprattutto ) ma, nell'ultima parte dell'opera, inizia a  superarla. I testi, tradotti e messi in musica, sono quelli del danese Jens Peter Jacobsen che racconta l’amore infelice di Tove  e del re Waldemar. Ad accentuare il carattere tardo romantico della composizione e l’impossibilità per i due innamorati di vivere insieme -sono infatti ostacolati dalla regina che, spinta dalla gelosia determina la morte di Tove- , interviene la scelta di Schoenberg di non prevedere per i due amanti neanche un duetto.

domenica 20 settembre 2015

Il suono del mare

Ho ascoltato la registrazione di una delle "Lezioni di musica", un programma di Radio3  ( info ).
 Il compositore Francesco Antonioni, conduttore della trasmissione, presentando  brani musicali di artisti diversi ma con lo stesso soggetto, il mare, ha messo in evidenza la presenza di elementi ricorrenti, se non di vere e proprie costanti, in questo tipo di  rappresentazione:
- la fissità dell' "immagine" musicale ( derivante dal mancato sviluppo del tema, che, diversamente dalla forma-sonata, viene solo variato ).
- la profondità del suono.
Tanti sono i musicisti che sono stati citati; alcuni li conoscevo già, come Britten, altri sono stati una piacevole scoperta, come Charles Valentin Alkan e John Luther Adams. 

giovedì 10 settembre 2015

Thule


Nel  Faust Margherita, cantando "Il re di Thule", una ballata di Goethe, scopre, nell'armadio della sua cameretta, uno scrigno nascosto da Mefistofele. Faust, con il dono, tenta di vincere la resistenza che Margherita oppone alla sua corte.

Ne L'ineluttabile di Theodor Fontane - un romanzo che, per l'analisi che viene fatta di un rapporto di coppia, ricorda un'altra opera di Goethe, Le affinità elettive -  compare, in due passi, un riferimento a Thule, la mitica terra di fuoco e ghiaccio nella quale il sole non tramonta mai. Come nella ballata cantata da Margherita, nel romanzo di Fontane il senso di perdita e di impotenza nei confronti del precipitare degli eventi verso la catastrofe è molto forte e, come nella ballata di Goethe, l'ultima immagine è quella del mare a cui si consegna qualcosa per sempre.

lunedì 24 agosto 2015

Silouans Song

Da Anime baltiche di Jann Brokken    ed. Iperborea
Traduzione di Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo


Assisto a un concerto nella Niguliste kirik, la chiesa luterana di San Nicola nel centro di Tallin. (...) 
Ancora una volta mi colpisce quanto le melodie di Pärt siano semplici e trascinanti, cupe e al tempo stesso consolatorie. Usa i silenzi con una sapienza straordinaria: ha il coraggio di non far sentir niente per una, due, tre battute, così la nota che segue ha l'effetto di una scossa elettrica. Si ha l'impressione di sentire musica anche tra le note.
Quella sera nella Niguliste kirik vengono eseguiti Orient & Occident Silouans Song. Fuori nevica, dentro il pubblico è come ipnotizzato. Di colpo mi torna in mente un episodio della mia giovinezza a cui non avevo mai più pensato. Una notte mi ero svegliato in lacrime perchè in sogno avevo sentito una musica che qui sulla terra non esisteva. Talmente bella che da quella volta non avevo smesso di cercare che genere di musica fosse esattamente. Ascoltando Silouans Song in quella chiesa di Tallin, mi viene da chiedermi se non sia la musica del mio sogno.

giovedì 20 agosto 2015

La scarpa di gomma di Romain


" Avevo quasi nove anni quando per la prima volta m'innamorai. Fui ghermito interamente da una passione violenta e totale che mi avvelenò l'esistenza e rischiò di costarmi la vita.
Lei aveva otto anni e si chiamava Valentina. Potrei descriverla a lungo e fino a perdere la parola, e se avessi la voce non la smetterei di cantare la sua bellezza e la sua dolcezza. Era una brunetta con gli occhi chiari, mirabilmente ben fatta, vestita di bianco e con una palla in mano. 


domenica 2 agosto 2015

Sono il bambino, sono il vecchio

Sono il bambino che riceve la Prima Comunione a Vilna, e dopo beve cacao offerto da zelanti signore cattoliche.
Sono il vecchio che ricorda quel mattino di giugno: euforia d’esser senza peccato, bianche tovaglie e sole su vasi pieni di peonie.
Qu’as tu fait, qu’as tu fait de ta vie? – chiamano voci nelle varie lingue collezionate errando per due continenti. Che hai fatto della tua vita, che hai fatto?
Pian piano, ponderatamente, ora che è compiuto il destino, m’inoltro tra le vedute del tempo andato,del mio secolo nel quale, e in nessun altro, mi fu detto di nascere, lavorare e lasciare un segno.

venerdì 26 giugno 2015

sea slumber song

 (  info )
 
Sea-birds are asleep,
The world forgets to weep,
Sea murmurs her soft slumber-song
On the shadowy sand
Of this elfin land;

I, the Mother mild, 
Hush thee, oh my child,
Forget the voices wild!
Hush thee, oh my child,
Hush thee.

domenica 21 giugno 2015

La memoria di Elvira



Elvira Sellerio
Elvira più che l'arte amava la letteratura. Suoi autori preferiti erano Proust e Stendhal. Era questo interesse per la narrativa che la legava a Sciascia e per la stessa ragione anche ad altri autori, luoghi, avvenimenti della cultura siciliana. Per questo aspetto Sciascia era un'enciclopedia vivente. Esclusivamente di Elvira era comunque la non percezione della differenza tra realtà e letteratura. I racconti erano avvenimenti veri, i personaggi letterari persone reali. Non si riusciva a farle distinguere il certo dall'immaginario. Il suo mondo era popolato di figure letterarie. Amava a tal punto i libri che inizialmente aveva pensato di aprire una libreria. Poi, prendendo il coraggio a due mani, convocò Leonardo Sciascia, Aldo Scimè, Vincenzo Tusa, Enzo Sellerio e me e ci annunciò la decisione di fondare una casa editrice. Era una idea meravigliosa ma economicamente folle per la semplice ragione che Elvira non era interessata al mercato ma alla qualità delle opere. (...)

domenica 24 maggio 2015

Corradinosofìa



Il mondo è troppo piccolo e sotto controllo

"E io allora immaginavo di essere il capo dei briganti che dovevano nascondersi per sfuggire ai soldati, e per tutta la camminata stavo perso nelle mie fantasie e nei miei tic e scoprivo richiami e segnali segreti dentro i canti degli uccelli, che se qualche piciorla mi parlava con le sue cazzate a manovella neppure me ne accorgevo.
Era la mia eterna voglia di abbandonare il sentiero battuto per scoprire intricate scorciatoie, non per arrivare prima ma per riuscire a smarrirmi in santa pace. "

giovedì 21 maggio 2015

l'agnello e l'entomologo


Erano i tempi in cui la sera giravo per le vie intorno a Nybroplan con un agnello in braccio.
Me lo ricordo perfettamente. Era arrivata la primavera. L’aria era secca e come polverosa. La sera era fresca, ma conservava ancora il tiepido profumo del giorno: profumo di terra e delle foglie morte dell’autunno scaldate dal sole. L’agnello belava spaurito mentre attraversavo la Sybillegatan.


sabato 25 aprile 2015

- I racconti di papà - “ Ma ià prepriy bell quonn sim assaiy…”

Testo e disegni di Pierino, mio padre :)



Negli anni Venti e fino al termine degli  anni  Trenta , nei Sassi di Matera tutto scorreva uguale, con l’andatura lenta dei  traini di ritorno dalla campagna; questi, una volta a destinazione, venivano allineati sempre allo stesso modo, lungo le pareti della strada, con le barre rivolte verso l’alto . 
Di sera, nelle giornate fredde, la famiglia si riuniva e i piedi di ognuno erano poggiati sulla pedana di legno che circondava il braciere, mentre le mani erano impegnate a sostenere il piattino con la “fedda rossa” cosparsa di olio: la cena abituale. 

mercoledì 15 aprile 2015

Benjamin Clementine

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Sono stato solo quasi tutta la mia vita. E’ stato naturale quando ero giovane. Non andavo molto d’accordo con i miei compagni, ero molto timido. I miei fratelli crescevano e vivevano le loro vite. I miei unici compagni erano i libri e la musica. Il trasferimento in Francia è stato un passo naturale per me. La gente mi chiedeva: “Ma come hai potuto lasciare la tua patria?”. Ma per me era una solitudine naturale, era anche positiva. Mi ha veramente formato. Alcune persone potrebbero impazzire, e anche io sono impazzito a volte, ma ho usato quella follia per creare.

da Le interviste di ondarock

martedì 7 aprile 2015

- Libri nei libri - Terra Santa a Terralba





Pamela stava sempre nel bosco. S’era fatta un’altalena tra due pini, poi una più solida per la capra e un’altra più leggera per l’anatra e passava le ore a dondolarsi assieme alle sue bestie. Ma a una certa ora, arrancando tra i pini, arrivava il Buono, con un fagotto legato alla spalla. Era roba da lavare e rammendare che lui raccoglieva dai mendicanti, dagli orfani e dai malati soli al mondo; e la faceva lavare a Pamela, dando modo anche a lei di far del bene.

lunedì 6 aprile 2015

domenica 29 marzo 2015

John Renbourn




1. "Judy"
2. "Beth's Blues"
3. "Song"
4. "Down on the Barge"
5. "John Henry (trad. arr. Renbourn)"
6. "Plainsong"
7. "Louisiana Blues (Muddy Waters)"
8. "Blue Bones (Renbourn, Bert Jansch)"
9. "Train Tune"
10. "Candy Man (trad. arr. Renbourn)"
11. "The Wildest Pig in Captivit

12. "National Seven"
13. "Motherless Children (trad. arr. Renbourn)"
14. "Winter is Gone (trad. arr. Renbourn)"
15. "Noah and Rabbit (Renbourn, Bert Jansch)"

domenica 22 marzo 2015

Sur la lecture


Senza dubbio l'amicizia, l'amicizia per gli individui, è cosa frivola, e la lettura è un'amicizia. Ma almeno è un'amicizia sincera, e il fatto che si rivolga a un morto, a un assente, le conferisce qualcosa di disinteressatoquasi di toccante.
È, per giunta, un' amicizia esente da tutto ciò che fa la bruttezza delle altre. Dato che altro non siamo, noi vivi, che morti non ancora entrati in servizio, tutte quelle cortesie, quei convenevoli da anticamera che chiamiamo deferenza, gratitudine, devozione, cui per giunta mescoliamo tante menzogne, sono cose sterili e faticose.



domenica 1 marzo 2015

rosa


"…poichè Mike non compariva da nessuna parte, si avviò verso un ingresso meno solenne, da una veranda laterale. Al suono del campanello giunse una cameriera da un buio corridoio piastrellato, dove una malinconica testa di alce sovrastava un'accozzaglia di cappelli, berretti, giacche, racchette da tennis, ombrelli, veli per le mosche, caschi per il sole e canne da passeggio. Nel salotto che dava sul lago, persino l'atmosfera pareva rosata tanto era greve il profumo delle rose La France nei vasi d'argento. Attorniata dai cuscini che ieri erano di satin rosa, la signora Fitzhubert si alzò per ricevere l'ospite da un piccolo divano rosa.

venerdì 27 febbraio 2015

città dell'uomo



«Nella millenaria civiltà della terra, il contadino guardando le stelle, poteva vedere Iddio, perché la terra, l’aria, l’acqua, esprimono in continuità uno slancio vitale… Per questo il mondo moderno, avendo rinchiuso l’uomo negli uffici, nelle fabbriche, vivendo nelle città tra l’asfalto delle strade e l’elevarsi delle gru e il rumore dei motori e il disordinato intrecciarsi dei veicoli, rassomiglia un poco ad una vasta, dinamica, assordante, ostile prigione dalla quale bisognerà, presto o tardi, evadere…» Adriano Olivetti, Città dell’Uomo