mercoledì 15 aprile 2015

Benjamin Clementine

fai click qui e qui

Sono stato solo quasi tutta la mia vita. E’ stato naturale quando ero giovane. Non andavo molto d’accordo con i miei compagni, ero molto timido. I miei fratelli crescevano e vivevano le loro vite. I miei unici compagni erano i libri e la musica. Il trasferimento in Francia è stato un passo naturale per me. La gente mi chiedeva: “Ma come hai potuto lasciare la tua patria?”. Ma per me era una solitudine naturale, era anche positiva. Mi ha veramente formato. Alcune persone potrebbero impazzire, e anche io sono impazzito a volte, ma ho usato quella follia per creare.

da Le interviste di ondarock

martedì 7 aprile 2015

- Libri nei libri - Terra Santa a Terralba





Pamela stava sempre nel bosco. S’era fatta un’altalena tra due pini, poi una più solida per la capra e un’altra più leggera per l’anatra e passava le ore a dondolarsi assieme alle sue bestie. Ma a una certa ora, arrancando tra i pini, arrivava il Buono, con un fagotto legato alla spalla. Era roba da lavare e rammendare che lui raccoglieva dai mendicanti, dagli orfani e dai malati soli al mondo; e la faceva lavare a Pamela, dando modo anche a lei di far del bene.

lunedì 6 aprile 2015

domenica 29 marzo 2015

John Renbourn




1. "Judy"
2. "Beth's Blues"
3. "Song"
4. "Down on the Barge"
5. "John Henry (trad. arr. Renbourn)"
6. "Plainsong"
7. "Louisiana Blues (Muddy Waters)"
8. "Blue Bones (Renbourn, Bert Jansch)"
9. "Train Tune"
10. "Candy Man (trad. arr. Renbourn)"
11. "The Wildest Pig in Captivit

12. "National Seven"
13. "Motherless Children (trad. arr. Renbourn)"
14. "Winter is Gone (trad. arr. Renbourn)"
15. "Noah and Rabbit (Renbourn, Bert Jansch)"

domenica 22 marzo 2015

Sur la lecture


Senza dubbio l'amicizia, l'amicizia per gli individui, è cosa frivola, e la lettura è un'amicizia. Ma almeno è un'amicizia sincera, e il fatto che si rivolga a un morto, a un assente, le conferisce qualcosa di disinteressatoquasi di toccante.
È, per giunta, un' amicizia esente da tutto ciò che fa la bruttezza delle altre. Dato che altro non siamo, noi vivi, che morti non ancora entrati in servizio, tutte quelle cortesie, quei convenevoli da anticamera che chiamiamo deferenza, gratitudine, devozione, cui per giunta mescoliamo tante menzogne, sono cose sterili e faticose.



domenica 1 marzo 2015

rosa


"…poichè Mike non compariva da nessuna parte, si avviò verso un ingresso meno solenne, da una veranda laterale. Al suono del campanello giunse una cameriera da un buio corridoio piastrellato, dove una malinconica testa di alce sovrastava un'accozzaglia di cappelli, berretti, giacche, racchette da tennis, ombrelli, veli per le mosche, caschi per il sole e canne da passeggio. Nel salotto che dava sul lago, persino l'atmosfera pareva rosata tanto era greve il profumo delle rose La France nei vasi d'argento. Attorniata dai cuscini che ieri erano di satin rosa, la signora Fitzhubert si alzò per ricevere l'ospite da un piccolo divano rosa.

venerdì 27 febbraio 2015

città dell'uomo



«Nella millenaria civiltà della terra, il contadino guardando le stelle, poteva vedere Iddio, perché la terra, l’aria, l’acqua, esprimono in continuità uno slancio vitale… Per questo il mondo moderno, avendo rinchiuso l’uomo negli uffici, nelle fabbriche, vivendo nelle città tra l’asfalto delle strade e l’elevarsi delle gru e il rumore dei motori e il disordinato intrecciarsi dei veicoli, rassomiglia un poco ad una vasta, dinamica, assordante, ostile prigione dalla quale bisognerà, presto o tardi, evadere…» Adriano Olivetti, Città dell’Uomo

domenica 8 febbraio 2015

auf skala mit Nela

foto by Nela San
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domenica 1 febbraio 2015

physis e gnosis


Mi accorgo che N., ottimo conoscitore d'uomini, dunque buon lettore di volti, non ama Lavater, Cagliostro, Mesmer e Gall:
- Tutti ciurmadori, cerretani! - taglia corto- Quel Mesmer! La tinozza miracolosa! L'albero magnetico! (...) Tutto nasce dalla debolezza nervosa del soggetto!
(...) Commenta a bassa voce con Bertrand:

sabato 24 gennaio 2015

venerdì 16 gennaio 2015

La stanza di Giovanni






" Gli americani sono strani. Avete uno strano senso del tempo- o forse non ce l'avete affatto il senso del tempo, questo non lo so. Il tempo sembra essere sempre una parata, chez vous- una parata trionfale, come eserciti che entrano in una città con le bandiere.( ... ) "Insomma", continuò, " come se, con abbastanza tempo a disposizione e tutta quella paurosa energia e le capacità che avete, si potesse sistemare ogni cosa, risolverla, metterla a posto. E quando dico ogni cosa" aggiunse, cupo, "intendo dire tutte le cose gravi e terribili come il dolore e la morte e l'amore, cose in cui voi americani non credete."

"Cosa ti fa pensare che non ci crediamo?" " E tu in cosa credi? "

"Non credo a queste fesserie sul tempo. Il tempo è una cosa naturale, è come l'acqua per un pesce. siamo tutti in quest'acqua, nessuno ne esce e se lo fa gli succede la stessa cosa che succede al pesce: muore. E sai cosa succede in quest'acqua che è il tempo? Il pesce grande mangia il pesce piccolo. Tutto qui. Il pesce grande mangia il pesce piccolo e l'oceano non si preoccupa."
"Ma per favore", dissi. "A questo non credo proprio. Il tempo non è acqua e noi non siamo pesci e si può scegliere di essere mangiati e anche di non mangiare- di non mangiare", aggiunsi velocemente, arrossendo un po' davanti al suo sorriso soddisfatto e sardonico," i pesci piccoli, ovviamente."



J.Baldwin, La stanza di Giovanni    ed. Le Lettere     (info )
traduzione di A. Clericuzio

domenica 4 gennaio 2015

rencontre




première fois

Come molti altri prima di me, credo alle coincidenze e talvolta a un dono di veggenza nei romanzieri... e la parola "dono" non è il termine giusto, dal momento che suggerisce una sorta di
superiorità. No, si tratta semplicemente di qualcosa che fa parte del mestiere: gli sforzi dell'immaginazione, necessari a questo mestiere, il bisogno di fissare la mente su piccoli particolari- e questo in modo ossessivo- per non perdere il filo e non lasciarsi andare alla pigrizia. Questa tensione, questa ginnastica mentale può sicuramente suscitare, alla lunga, fugaci intuizioni "concernenti fatti passati e futuri", come scrive il dizionario Larousse alla voce "Veggenza".
Per mesi e mesi da quel dicembre 1988, dopo aver letto l'annuncio di ricerca di Dora Bruber, su "Paris Soir" del dicembre 1941, non ho fatto che pensarci su.


giovedì 11 dicembre 2014

D'amour, l'ardente fiamme

                                          

D'amour, l'ardente fiamme
Consume mes beaux jours.
Ah! la paix de mon âme
A
dono fùi pour toujours!
Son départ, son absence,
Sont pour moi le cercueil,
Et, loin de sa présence,
Tout me paraît en deuil.
Alors ma pauvre tête
Se dérange bientôt;


domenica 7 dicembre 2014

acqua alta



foto di Gianni Berengo Gardin -1960 -

sabato 15 novembre 2014

Novel cuisine : broda di corvo spennato arruffatosi co' gatti


Il mio passaggio da Londra a Filadelfia fu lungo, disastroso e pieno di fastidi e d'affanno. Non durò meno d'ottantasei giorni, nell'intero corso de' quali tutti quegli agi mi mancarono, che l'età mia, lo
stato del mio spirito e un tremendo viaggio di mare parevano esigere per renderlo sopportabile, se non grato. Io avea udito dire che per andar in America bastava che io pagassi una certa summa al capitano del vascello su cui imbarcavami, e che esso poi mi somministrerebbe quello che occorrevami; ma tutto ciò andava bene per quelli che incontransi in capitani onesti, cortesi e ben educati, che studiano tutto per render dolce il passaggio a' viaggiatori. Io caddi nell'ugne di un mariuolo di Nantucket, che, avvezzo d'ir alla pesca delle balene, trattava i suoi passeggieri come i marinari più vili, cui appunto trattava come que' mostri de' mari. Non aveva egli con sé se non provvisioni grossolanissime, e di quelle eziandio era dispensatore molto economico. Il primo mio fallo fu il pagargli quarantaquattro ghinee prima di metter piede sulla sua nave, senza contratti, senza scritture, senza informazioni, altro non esigendo da lui che d'esser a Filadelfia condotto, e nudrito. All'ora del pranzo cominciai a presentire qual dovesse esser il mio destino.

giovedì 30 ottobre 2014

duo d'amour

particolare de Gli Amanti ( dai Tarocchi di Ferenc Pinter )




Duetto Cleofide e Poro

giovedì 16 ottobre 2014

Wilhelm e William






 Intanto Guglielmo non si faceva quasi più vedere. Chiuso in una delle stanze più appartate, in cui nessuno era ammesso tranne
 Mignon e l'arpista, viveva tutto immerso nel
mondo shakespeariano, a tal punto che non conosceva né sentiva più nulla al di fuori di sé. Si racconta di maghi che con formule magiche attirano nella loro stanza un'enorme
quantità di spiriti dalle figure più varie. Le evocazioni sono così potenti che ben presto
tutta la stanza si riempie; gli spiriti, incalzati fino al piccolo cerchio magico, si moltiplicano
muovendosi di continuo intorno ad esso e al di sopra del capo del maestro, in continua
metamorfosi. Ogni angolo rigurgita di fantasmi, ogni scaffale ne è pieno: vi sono delle
uova che si gonfiano e delle figure gigantesche che si rimpiccioliscono fino ad assumere
forme di funghi. Disgraziatamente il negromante ha dimenticato la formula con cui
potrebbe far defluire quella marea di spiriti. Lo stesso accadeva a Guglielmo, e nel grande
sconvolgimento che avveniva in lui si risvegliavano mille sensazioni, mille possibilità che
fino allora non aveva né conosciute né presentite.



domenica 5 ottobre 2014

Guappecartò a Materadio


Sono italiani ma vivono a Parigi da nove anni.

domenica 28 settembre 2014

golden hair for two voices

James Joyce
Syd Barrett

 

         

                                    

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domenica 14 settembre 2014

John e John



John Renbourn
John Donne

                                                                ... a Song

  ( qui  Giuliano a proposito dei due John e della canzone che li lega  )
 

sabato 6 settembre 2014

Nel Nautilus

by  Leo Svendsen

In quel giorno il Nautilus attraversò una parte strana dell'Oceano Atlantico. Non c'è nessuno che non sappia dell'esistenza di quella grande corrente d' acqua calda conosciuta col nome di Corrente del Golfo che, dopo essere uscita dai canali della Florida, si dirige verso lo Spitzberg. Ma prima di entrare nel golfo del Messico, verso 44° di latitudine nord, si divide in due rami, il principale si porta verso le coste d'Irlanda e di Norvegia, e il secondo piega verso il sud, all'altezza delle Azzorre, poi, battendo le rive africane e descrivendo un ovale allungato, ritorna verso le Antille.
Ora, questo secondo ramo - ed è piuttosto una collana che un ramo - avvolge con i suoi cerchi di acqua calda quella parte fredda, tranquilla e immobile dell'Oceano, che si chiama il mare dei Sargassi, un vero lago in pieno Atlantico, per girare intorno al quale le acque della grande corrente impiegano non meno di tre anni.

sabato 23 agosto 2014

Nel retìno di Vladimir



Da  
Immaturità di F.M. Cataluccio - ed. Einaudi ( qui )


"Come una farfallina, ho svolazzato, svolazzato un po' e sono morto" diceva il protagonista del romanzo Bambocciata di Konstantin K. Vaginov.
Con esche fatte di melassa e birra svaporata, un retino delicato e un barattolo con fondo di ovatta imbevuto d'etere, lo scrittore russo-americano Vladimir Nabokov andò come un bambino a caccia di farfalle per tutta la vita.

 Una passione profonda, e anche, in alcuni periodi, un divertente modo per guadagnarsi il pane. Nel 1941, trasferitosi da poco con la famiglia negli Stati Uniti, ricevette dapprima l'incarico di riordinare la collezione di lepidotteri del Museo di Storia naturale di New York e, l'anno successivo, dopo un incontro con il professor Nathan Banks, direttore del dipartimento di Entomologia del Museo di Zoologia comparata di Harvard, ricevette l'incarico come "research fellow", sia pure a tempo parziale, presso quell'Università, di risistemare le collezioni esistenti.

domenica 3 agosto 2014

Da dove viene il vento




                               da " Da dove viene il vento " di Mariolina Venezia 
                                                                                           ed. Einaudi



La narratrice


Mangio poca frutta e bevo molto caffè. Dora, Colombo, Idir, l'astronauta, mi fanno compagnia. I loro pensieri più nascosti, gli affetti, i gesti segreti, sono diventati i miei. Un giorno vorrei aprire la porta e uscire di casa, andare al mare, correre, stare sotto il sole. O arrampicarmi sugli alberi come facevo da bambina.
Ma poi.
Mi affaccio alla finestra, guardo il movimento giù, nella strada. La gente che entra e esce dal supermercato sotto casa, le bancarelle che vendono vestiti made in China, le vecchie coi cani al guinzaglio.
Che ci faccio qui su?

venerdì 18 luglio 2014

Guarda gli arlecchini!



Vedevo raramente i miei genitori. (... ) Una prozia straordinaria, la baronessa Bredov, nata Tolstoj, rimpiazzava a sufficienza i consanguinei più prossimi. All'età di sette otto anni, quando già in me albergavano i segreti di un pazzo conclamato, perfino a lei ( che era a sua volta lungi dall'essere normale ) apparivo come un bambino troppo scontroso e indolente; mentre in realtà ero, com'è ovvio, continuamente e smodatamente perso in fantasticherie.

"Smettila di tenere il broncio! - gridava : " Look at the harlequins! Guarda gli arlecchini!". "Quali arlecchini? Dove?".
"Oh, dappertutto. Tutt’attorno a te. Gli alberi sono degli arlecchini, le parole sono degli arlecchini; anche le situazioni e le addizioni. Metti insieme due cose – due arguzie, due immagini – ed eccoti un arlecchino triplo. Gioca! Inventa il mondo! Inventa la realtà!".

E io lo feci. Per Giove se lo feci. Inventai la prozia in onore delle mie prime fantasticherie, ed eccola scendere lentamente, in obliquo, in obliquo, i gradini marmorei del porticato del ricordo, gracile dama zoppa, toccando il bordo di ogni gradino con la punta di gomma del bastone da passeggio nero.

 

Vladimir Nabokov, Guarda gli Arlecchini!   ed. Adelphi 

Traduzione di Franca Pece


 

martedì 24 giugno 2014

Nel castello di Barbablù





Nella favola di Perrault, Barbablù chiede in sposa una tra due bellissime sorelle e, aprendo la sua dimora a parenti e amici delle fanciulle, riesce a far dimenticare il colore della sua barba e la sua cattiva reputazione: offre ai suoi ospiti otto giorni di perfetto svago.
E’ la più giovane delle sorelle a decidere di accettare la proposta di matrimonio.