Sono il bambino che riceve la Prima Comunione a Vilna, e dopo beve cacao offerto da zelanti signore cattoliche.
Sono il vecchio che ricorda quel mattino di giugno: euforia d’esser
senza peccato, bianche tovaglie e sole su vasi pieni di peonie.
Qu’as tu fait, qu’as tu fait de ta vie? – chiamano voci nelle varie
lingue collezionate errando per due continenti. Che hai fatto della tua
vita, che hai fatto?
Pian piano, ponderatamente, ora che è compiuto il destino, m’inoltro tra le vedute del tempo andato,del mio secolo nel quale, e in nessun altro, mi fu detto di nascere, lavorare e lasciare un segno.
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domenica 2 agosto 2015
martedì 31 gennaio 2012
poeti di poeti : Czeslaw Milosz di Walt Whitman
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Casa Natale di Walt Whitman |
Fra tutti i poeti americani quello a me più caro resta sempre Walt Whitman. Whitman soddisfa la condizione di grandezza che aveva in mente Oscar Milosz, quando richiedeva all’opera d’arte di essere come un fiume che trascina via con sé fertili limi e tronchi d’albero, non soltanto pepite d’oro. (…) Whitman è l’opposto della poesia pura. Ma al tempo stesso leggerlo è come contemplare le tele dei grandi maestri della pittura, su cui, a uno sguardo attento si scorgono molti piccoli, affascinanti particolari.
(….)
L’Europa ebbe il suo momento whitmaniano, che collocherei intorno anno 1913. ( … ) in poesia whitmaneggiare non significava soltanto affrancarsi da metrica e rima: era anche uno slancio verso la felicità, promessa democratica di abbattere le barriere di classe che trovava espressione nella poesia, nella prosa, nella pittura, nel teatro, nel già visibile cambiamento dei costumi. Era una tonalità più chiara, estatica, che segnava il superamento dell’atmosfera fin de siècle e che ritroviamo per esempio nei primi volumi del Jean-Christophe di Romain Rolland, nel Sacre duprintemps di Stravinskij, nell’acmeismo russo, nelle xilografie di Franz Masereel. Gli accenti pacifisti e rivoluzionari rientrano in questa rivisitazione europea del motto withmaniano en masse. Gavrilo Princip, colui che sparò all’arciduca Francesco Ferdinando nel 1914, era convinto di esaudire in tal modo il dettato del suo poeta prediletto, che esortava alla lotta contro i sovrani.
( … )
Conobbi Whitman dapprima in traduzione polacca. ( … ) Rimasi subito folgorato: ah, poter scrivere come lui! Capivo che non si trattava di una questione di forma, bensì di un atto di libertà interiore, e qui stava la vera difficoltà. Il “divino literatus” superava la distanza tra l’ ”io” e la massa, assorbiva religioni e filosofie, cosicchè mortalità e immortalità, un filo d’erba e l’eternità, non più antitetici, coesistevano nella sua poesia; ma soprattutto parlava come uno dei tanti, uguale tra uguali.
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venerdì 20 gennaio 2012
L'Unica
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L'Unica, la donna del destino, appartiene al Romanticismo, e Werther, non potendo conquistarla finirà per uccidersi.
Un suicidio così motivato sarebbe risultato incomprensibile agli stoici e agli epicurei, come pure ai poeti seguaci della filosofia antica. Ma gli uomini di fine Settecento e d'inizio Ottocento, inclusi i romantici polacchi, si nutrivano di un genere completamente diverso di letture, dalle quali potevano ricavare qualche vaga idea sul connubio di due anime.
Per esempio le opere di Swedenborg , di cui si pasce l'immaginazione di Slowacki, così come quella di Balzac fin dai più teneri anni. (...).
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Nessun sistema teosofico assegna un posto così centrale all'amore fra due persone così come l'edificio immaginario ideato da Swedenborg . Poichè per lui il mondo dei sensi e il mondo dello spirito sono legati da fii di "corrispondenza", quel che accade in terra trova la sua continuazione in cielo. (...)
Un amore che è preannuncio di cielo, poichè tutti gli angeli celesti prima erano esseri umani e conservano la forza la bellezza del tempo giovanile (...).
Le coppie felici in terra s'incontrano di nuovo, ringiovanite. Chi è rimasto solo trova un partner celeste. (...)
La perfetta armonia di due anime e due corpi è il fine ultimo degli esseri terreni, e se non la raggiungono in terra la raggiungeranno nei cieli, dove oltretutto non conosceranno mai né noia né stanchezza reciproca.
Séraphita* introduce il motivo dell'androgino, congiungimento di un'anima femminile e di una maschile che insieme formano un'unità bisessuata, forse perchè nella mente di Swedenborg le menti dei coniugi in cielo sono perfettamente unite (...).
I poeti hanno attinto da Swedenborg a piene mani, anche quando, come nel caso di Baudelaire, hanno preso da lui le corrispondenze fra il mondo dei sensi e il mondo dello spirito e le hanno chiamate simboli
Milosz Czelaw, Abbecedario
* Séraphita è un' opera di Balzac
** Le foto sono tratte da Solaris di A. Tarkovskij; le prime due sono state "sottratte": al blog di Giuliano ( che ringrazio )
mercoledì 18 gennaio 2012
Arcata
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E' una cittadina sulla costa del Pacifico, nella California del Nord, vicino al confine di Stato con L'Oregon. Cielo perennemente grigio, nebbia che sale dall'oceano. Ci sono stato più di una volta, mai un raggio di sole. Viverci? Per penitenza, forse. (...)
Le foreste di redwoods sono straordinariamente lugubri. Sorgono in aree di nebbie perenni perchè hanno costante bisogno di umidità. Colonne gigantesche, vecchie anche qualche migliaio d'anni, che si ergono in mezzo a grandi banchi di nebbia; in basso oscurità assoluta e assenza di qualunque sottobosco. Se uno di questi colossi cade, dalla sua carcassa spuntano immediatamente dei germogli che si slanciano verso il cielo.
Czelaw Milosz, Abbecedario
E' una cittadina sulla costa del Pacifico, nella California del Nord, vicino al confine di Stato con L'Oregon. Cielo perennemente grigio, nebbia che sale dall'oceano. Ci sono stato più di una volta, mai un raggio di sole. Viverci? Per penitenza, forse. (...)
Le foreste di redwoods sono straordinariamente lugubri. Sorgono in aree di nebbie perenni perchè hanno costante bisogno di umidità. Colonne gigantesche, vecchie anche qualche migliaio d'anni, che si ergono in mezzo a grandi banchi di nebbia; in basso oscurità assoluta e assenza di qualunque sottobosco. Se uno di questi colossi cade, dalla sua carcassa spuntano immediatamente dei germogli che si slanciano verso il cielo.
Czelaw Milosz, Abbecedario
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