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venerdì 28 ottobre 2011

No(u)vel(le) cuisine : Ferdinand e le frittelle di mele

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Per la comodità delle dame del Corpo di spedizione americano, il gruppo di infermiere di cui Lola faceva parte alloggiava all'Hotel Paritz e per renderle, specie a lei, le cose più simpatiche, le avevano affidato  ( aveva delle conoscenze ), nello stesso hotel, la direzione d'un servizio speciale, quello delle frittelle di mele per gli ospedali di Parigi. Ne distribuivano ogni mattino migliaia di dozzine. Lola svolgeva questa umana funzione con un certo zelo che doveva d'altronde un po' più tardi mettersi a girare proprio male.


Lola, bisogna dirlo, non aveva mai preparato frittelle in vita sua. Lei arruolò un certo numero di cuoche mercenarie e le frittelle, dopo qualche prova, furono pronte per essere puntualmente consegnate sugose, dorate e zuccherate a meraviglia. Lola insomma non doveva far altro che assaggiarle prima che fossero mandate ai vari servizi ospedalieri. Ogni mattina Lola si alzava verso le dieci e scendeva, dopo aver fatto il bagno, nelle cucine situate in profondità, vicino alle cantine. Questo, ogni mattina, dico, vestita d'un chimono giapponese nero e giallo che un suo amico di San Francisco le aveva regalato il giorno prima che partisse.


Tutto filava stupendamente insomma, e noi stavamo anche vincendo la guerra, quando un bel giorno, all'ora di pranzo, la trovai sconvolta, che si rifiutava di toccare un solo piatto del pasto.
Fui assalito dal timore che fosse capitata una disgrazia, una malattia improvvisa. La scongiurai di contare sul mio vigile affetto.
Per aver assaggiato le frittelle per un mese, Lola era ingrassata di un buon chilo! D'altra parte la sua cintura, con un buco, testimoniava il disastro. Furono lacrime. (...) Le suggerii di passare il servizio a una collega che lei, al contrario, aspirava alle tettone. Lola non volle saperne di un compromesso che considerava come una vergogna e una piccola diserzione nel suo genere. (...)
Fatto sta che da quel giorno lei assaggiava le frittelle solo con la punta dei denti, che peraltro aveva tutti a posto e carini. 
(...)
C'erano degli ufficiali che cercavano di soffiarmela, Lola. (...) Credo anzi che le due o tre volte che mi ritrovai con le corna, le nostre relazioni avrebbero subìto gravi pericoli, se in quello stesso momento quella frivola non mi avesse scoperto all'improvviso un'utilità superiore, che consisteva nell'assaggiare ogni mattina frittelle al posto suo.
Questa specializzazione dell'ultimo minuto mi salvò. Da me lei accettava la sostituzione. Non ero forse anch'io un valoroso combattente, dunque degno di quelle mansioni di fiducia! Da allora, noi non fummo solo amanti, ma soci. Così cominciarono i tempi moderni.




Louis Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte








Frittelle di mele ( ricetta francese )  per due persone


1 grossa  mela renetta , 1 uovo, 170gr di latte, 25gr di zucchero, 80gr di farina,  limone ( succo e scorza grattugiata ), 1 cucchiaio di cognac, cannella e zucchero a velo q.b., burro per friggere.


separare il tuorlo dall'albume e montarlo con lo zucchero; aggiungere la farina ed il latte e continuare a lavorare fino ad ottenere una pastella fluida. Lasciare riposare il composto in frigo per poco più di  un'ora . Mondare la mela e irrorare le fettine ricavate con succo di limone e cognac; aggiungere  la buccia di limone grattugiata e lasciar riposare per una decina di minuti. Montare l'albume a neve ben ferma ed incorporarlo alla pastella. Aggiungere le fettine di mela.
Far sciogliere il burro in una larga padella anti aderente e versare la mela in pastella fettina dopo fettina. Far dorare da entrambi i lati. Ripetere l'operazione per le fettine restanti.
Adagiare le frittelle su tovagliolini perchè l'unto possa essere assorbito, quindi trasferirle in un piatto da portata e cospargerle di zucchero a velo e cannella.