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sabato 18 agosto 2012

( 2 ) E' la passione come vino carminativo...

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- Carminativo, - disse Denis attardandosi amorosamente sulle sillabe, - carminativo. Io pensavo vagamente che ciò avesse qualche relazione con carmen-carminis, o, più vagamente ancora, con caro-carnis e i suoi derivati, come carnevale e carnagione. Carminativo...idea di canto, idea di carne, rosa e calda, evocazione di gioie della mezza quaresima e delle feste mascherate di Venezia. Carminativo... calore, ardore, intima fioritura, tutto era in questa parola. Invece...

- Torniamo a bomba, mio caro Denis, - protestò il signor Scogan. - Torniamo a bomba.
- Ebbene, l'altro giorno stavo scrivendo una poesia, - disse Denis, - una poesia sugli effetti dell'amore.
- L'hanno fatto altri prima di lei, - disse il signor Scogan. -  Non c'è da vergognarsene.
- Io volevo esprimere l'idea, - continuò Denis, - che gli effetti dell'amore sono simili a quelli del vino, e che Eros ci ubriaca quanto Bacco. l'amore, per esempio, è essenzialmente carminativo. Ci dà un senso di calore, di scottatura.

venerdì 17 agosto 2012

carminativo ( 1 )

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E' una tale soffererenza, -continuò Denis, - il fatto che le parole non significhino sempre quello che dovrebbero significare. Non è molto, per esempio, che io ebbi tutta una poesia rovinata dal fatto che "carminativo" non significa quello che dovrebbe significare. Carminativo è una parola adorabile, non è vero?
- Magnifica - acconsentì il signor Scogan. - E che cosa significa?
- E' una parola che tenevo in serbo gelosamente dalla mia più tenera infanzia, disse Denis. - Tesoreggiata e amata. Quando avevo un raffreddore mi davano dell'olio di cannella - una cosa affatto inutile, ma non sgradevole. Era versato a gocce da certe piccole bottigliette, liquore d'oro, aspro e ardente. Sull'etichetta erano enumerate le sue virtù, tra cui quella di essere carminativo al massimo grado. Quella parola mi piaceva. "Com'è carminativo" dicevo tutte le volte che ne prendevo.Quella parola pareva esprimere così bene quel senso di calore interno, quel fuoco, quella - come dire? - soddisfazione fisica che seguiva l'ingerimento d'una pozione di cannella. Più tardi quando scoprii l'alcool, la parola "carminativo" mi servì a descrivere quell'ardore simile, ma più nobile, più spirituale, ch'evoca il vino, non solo nel corpo ma anche nell'anima. Le virtù carminative del borgogna, del rhum, del vecchio brandy, del lachryma-christi, del marsala, dell'aleatico, dello stout, del gin, dello champagne, del bordeaux, del vino nuovo delle vendemmie toscane, io le paragonavo, le classificavo. Il marsala è un carminativo rosa e soffice; il gin punge e rinfresca riscaldando. Avevo tutta una tabella di valori carminativi. E ora... - Denis distese le mani, con le palme aperte, avvilito. - Ora so che cosa carminativo significhi realmente.
- Ebbene, che cosa significa?- domandò il signor Scogan un po' spazientito.
- Carminativo, - disse Denis attardandosi amorosamente sulle sillabe, - carminativo. 

Aldous Huxley, Giallo cromo ed. Einaudi


continua...

domenica 2 maggio 2010

"IL MONDO NUOVO" ( "Brave new World ")



Il mondo nuovo (1932) è un’utopia negativa dello scrittore inglese Aldous Huxley (1894 - 1963).
L’autore delinea una società estremamente organizzata, la cui stabilità è garantita dalla perfetta integrazione di ogni suo elemento nel sistema e dalla conseguente assenza di qualsiasi forma di dissenso o di ribellione. Tutto funziona perfettamente nel mondo di Ford, il suo mitico fondatore, ed ovunque sembra regnare felicità e armonia. Ognuno dei suoi componenti è indotto ad essere soddisfatto di appartenere ad una delle caste in cui la società è divisa e di svolgere le mansioni che gli sono state assegnate. La società, d’altronde, garantisce a tutti svaghi e divertimenti vari e sofisticati, nonché il pieno appagamento dei bisogni primari.
Sarebbe però difficile definire “individui” i componenti di questa società apparentemente perfetta, visto che non hanno alcuna possibilità di sentire, sperimentare qualcosa in modo originale. La loro esistenza è diretta dal sistema che ne determina la natura biologica (attraverso il concepimento in provetta), la funzione sociale (attraverso il condizionamento ipnopedico), nonché lo stile di vita.
Nel mondo di Ford, si antepone alla ricerca della autenticità, la rincorsa al benessere, il quale appare tanto più falso ed artificioso, quanto più emerge la sostanziale debolezza emotiva degli abitanti del mondo nuovo, incapaci di avvertire, scoprire e coltivare la propria individualità e di provare emozioni vere e forti sentimenti. L’amore, il dolore, la passione, la gelosia, l’orgoglio, il coraggio, la paura non trovano posto in un sistema sociale dove i sentimenti sono visti come fonte di instabilità e vanno dunque immediatamente cancellati, rimossi, magari con una buona dose di soma, una droga distribuita gratuitamente dallo Stato. Ma un mondo così organizzato, proprio perché cancella i sentimenti, appare sostanzialmente disumano. La sua unica ragion d’essere è nella convenienza di chi lo regola e lo dirige obbligando i soggetti a produrre ed a consumare ! La disumanità della società fordiana appare ancora più evidente con l’entrata in scena del Selvaggio, un uomo proveniente da un luogo estraneo al sistema, una sorta di ultimo baluardo del vecchio mondo. Il Selvaggio è  “uomo” per la portata delle sue passioni, per la ricerca della solitudine, per il coraggio che lo porta a “scegliere”, a “decidere”, diversamente dagli abitanti del mondo nuovo,  pronti ad uniformarsi ad un modo di fare acquisito e mai messo in discussione. Le uniche figure della società fordiana che paiono avere qualche riserva nei confronti del sistema sono quelle di Bernardo e di Helmholtz. Ma Bernardo è critico soltanto perché non perfettamente integrato per un “errore di laboratorio”, non per motivata e ragionata scelta. Helmholtz appare invece tutto chiuso nella sterile ricerca di un'originalità fine a sé stessa, tutta esteriore e sostanzialmente priva di sostanza, perché priva d'esperienza, di sentimento.  





Il titolo del romanzo rimanda ad un'espressione di Miranda, personaggio de La tempesta di Shakespeare :

O brave new world,
That has such people in't!

( Oh nuovo e mirabile mondo che possiedi simili abitanti ! )