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domenica 1 marzo 2015
rosa
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lunedì 26 dicembre 2011
Blu
- Stanotte , - dissi, - ho fatto una scoperta affascinante.
- Una bella scoperta, spero.
- Ho scoperto di avere una passione in comune con John.
- Sul serio?
- Sembra proprio che tutti e due amiamo il colore blu.
(...)
-Beh, il blue è un bel colore. Molto tranquillo, molto sereno. Si situa bene nella mente. A me piace a tal punto che quando lavoro devo fare uno sforzo cosciente per non infilarlo in tutte le copertine.
- Ma è vero che i colori trasmettono emozioni?
- Certamente.
- E qualità morali?
- In che senso?
- Il giallo la vigliaccheria. Il bianco la purezza. Il nero il male. Il verde l'innocenza.
- Verde è l'invidia.
- Sì, anche quella. Ma il blu, cosa rappresenta?
- Non so. La speranza, forse.
- E la tristezza. Come quando si dice I am feeling blue. Opppure avere i blues.
- Non dimenticare true blue. L'assoluta lealtà.
(...)
- Hai mai sentito l'espressione guerra dei colori?
(...)
E' cominciato quando avevo quattordici anni. Quell'anno arrivò al campo un nuovo capogruppo (...). Era un piccoletto magro, con l'aria da gnomo, il non-atleta per eccellenza che lavorava in un campeggio votato agli sport. (...). Si chiamava Bruce Adler. Noto come il Rabbino.
- E poi ha inventato la squadra dei blu?
- Circa. Per essere più esatti, l'ha ricreata a mo' di esercito nostalgico.
- Non ti seguo.
- Pochi anni prima aveva fatto il capogruppo in un altro campo. I colori del campo erano blu e grigio. A fine estate, alla dichiarazione della guerra dei colori, Bruce fu assegnato ai Blu, e quando ci fece caso e considerò chi c'era nella squadra, vide che erano tutti quelli che gli stavano simpatici, tutti quelli per cui nutriva più rispetto. I grigi erano l'opposto: pieni di lavativi e antipatici, la feccia del campo. Nella mente di Bruce, le parole I Blu cominciarono a indicare qualcosa in più della solita vecchia solfa di gare di staffetta. Rappresenavano un ideale umano, un sodalizio omogeneo di persone tolleranti, il sogno di una società perfetta.
- Sta diventando una cosa un po' strana, Sid.
- Lo so. Ma Bruce non la prendeva sul serio. Era questo il bello dei Blu. Che era tutta una specie di burla.
(...)
- (...) . Gli affiliati ai Blu non corrispondevano a un modello unico, ma ciascuno era un individuo indipendente. Però non poteva essere ammesso nessuno che fosse privo di un buon senso dell'umorismo...comunque lo esprimesse. (...) Ma anche una certa discrezione e modestia, e gentilezza verso gli altri; un cuore generoso. Niente sbruffoni o stupidi arroganti, niente bugiardi e ladri. Uno dei Blu doveva essere curioso, amare la lettura, e sapere che non si può piegare il mondo a misura della propria volontà. Uno scaltro osservatore, capace di fini distinzioni morali e amante della giustizia. Un Blu si sarebbe levato la camicia per regalartela, se ti avesse visto in difficoltà...ma avrebbe preferito metterti in tasca un biglietto da dieci mentre non guardavi. Sto cominciando ad essere chiaro?Paul Auster, La notte dell'oracolo
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giovedì 24 novembre 2011
Bianco
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Si sdraia sul letto e pensa: addio, Mr. White. Non sei mai esistito, eh? Non c'è mai stato nessun White. E ancora: povero Black. Povero diavolo. Povero avanzo di nessuno. Poi, mentre le palpebre si appesantiscono e il sonno comincia a sopraffarlo, pensa che strano che ogni cosa abbia il suo colore. Tutto ciò che vediamo, tutto ciò che tocchiamo...a questo mondo tutto ha il suo colore. Sforzandosi di rimanere sveglio ancora un po', incomincia a fare un elenco.
(...)
Indugia, improvvisamente a corto di cose blu, e poi passa al bianco. Ci sono i gabbiani, dice, e le rondini di mare, le cicogne e i cacatua. Le pareti di questa stanza e le lenzuola sul mio letto. Mughetti, garofani, petali di margherite. C'è la bandiera della pace e la morte cinese. C'è il latte materno e c'è il seme. I miei denti. C'è il bianco dei miei occhi. I pesci bianchi, i pini bianchi e le formiche bianche. C'è la casa del Presidente e la corruzione bianca, Le bugie bianche d'innocenza e il calor bianco.
Paul Auster, Fantasmi in "Trilogia di New York"
Si sdraia sul letto e pensa: addio, Mr. White. Non sei mai esistito, eh? Non c'è mai stato nessun White. E ancora: povero Black. Povero diavolo. Povero avanzo di nessuno. Poi, mentre le palpebre si appesantiscono e il sonno comincia a sopraffarlo, pensa che strano che ogni cosa abbia il suo colore. Tutto ciò che vediamo, tutto ciò che tocchiamo...a questo mondo tutto ha il suo colore. Sforzandosi di rimanere sveglio ancora un po', incomincia a fare un elenco.
(...)
Indugia, improvvisamente a corto di cose blu, e poi passa al bianco. Ci sono i gabbiani, dice, e le rondini di mare, le cicogne e i cacatua. Le pareti di questa stanza e le lenzuola sul mio letto. Mughetti, garofani, petali di margherite. C'è la bandiera della pace e la morte cinese. C'è il latte materno e c'è il seme. I miei denti. C'è il bianco dei miei occhi. I pesci bianchi, i pini bianchi e le formiche bianche. C'è la casa del Presidente e la corruzione bianca, Le bugie bianche d'innocenza e il calor bianco.
Paul Auster, Fantasmi in "Trilogia di New York"
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