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giovedì 6 ottobre 2011

autobus



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Una sera, nell'autobus, c'erano due innamorati. La ragazza era seduta proprio dinanzi a noi, il suo compagno le stava ritto accanto, tenendosi attaccato con una mano alla cinghia. Bergmann ne fu deliziato.
- Vedi il modo in cui lui sta in piedi? Non si guardano neppure. Potrebbero essere due estranei. E tuttavia continuano a toccarsi, come per caso. Guarda ora: le loro labbra si muovono. E' così che parlano due persone, quando sono felici e al buio, sole sole. Guardali, è già come se fossero nelle braccia l'uno dell'altra, a letto. Buona notte, miei cari. Non vogliamo ficcare il naso nei vostri segreti -.

Christopher  Isherwood, La violetta del Prater









Nella vita di ognuno esistono momenti - quando la porta sbattuta all'improvviso e senza alcun visibile motivo di colpo si riapre, quando lo spioncino chiuso un attimo fa viene di nuovo aperto, quando un brusco "no" che sembrava irrevocabile si trasforma in forse-, momenti in cui il mondo intorno a noi si trasfigura, e noi stessi ci riempiamo di speranza come di nuovo sangue. E' stata  concessa una proroga a qualcosa di ineuttabile, definitivo; il verdetto del giudice, del dottore, del console è stato rinviato. (...)
Ciò accadde anche a me quella sera, quando accanto a Ejnar facevo la fila aspettando l'autobus che avrebbe portato all'aeroporto Le Bourget i passeggeri in partenza per Stoccolma. Lui partiva, io restavo.

Nina Berberova, Il giunco mormorante










 Ho dovuto correre per non perdere l'autobus. La gran fretta, la corsa, certo è per questo, oltre alle scosse, all'odor di benzina, al riverbero della strada e del cielo, che presto mi sono assopito. Ho dormito quasi tutto il percorso. E quando mi sono svegliato ero addossato ad un militare che mi ha sorriso e mi ha chiesto se venivo da lontano. Ho detto "Si" per non dover più parlare.

Albert Camus, Lo straniero









martedì 27 settembre 2011

Le occasioni inaspettate



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ritratto di Tom Waits di Andrea Pazienza
( particolare )
- Non so perchè io continui questo lavoro - mi dice. - La paga è buona. Ma è un vicolo cieco. Il prossimo mese compirò trentaquattro anni. Vuoi sapere come passo le mie serate, Cris ? Disegnando una barca. Ne ho fissati tutti i particolari, perfino quelli delle cabine. E non credo mi costerebbe molto, a costruirla. Ho un pò di risparmi. -
- E che cosa ne faresti?-
- Viaggerei -
- E perchè non lo fai? -
- Non so... tutti i paesi sono uguali in fondo. Ho girato il mondo. -
- Non hai mai pensato di sposarti? -
- Oh, ho tentato anche questo. Ero ancora un ragazzo... Ed è morta. -
- Perdonami di avertelo ricordato. -
- Non era una cosa tanto paradisiaca, a pensarci bene. Ma lei era una brava figliola. Sai, a volte mi viene di chiedermi a che scopo si continua così, senza senso. Perchè non mettervi la parola fine, tranquillamente, senza far rumore? -
- Tutti lo pensiamo, a giorni. Ma non lo facciamo. -
- Certo, non sarai così ingenuo da credere che ci sta qualche cosa, poi, un aldilà, eh? -
- Ma!...forse no, direi di no. Non credo che importi molto. -
Ora che abbiamo toccato l'argomento ultimo, Roger bruscamente si ravviva. - Vuoi sapere quali sono state le cose più belle della mia vita, Cris? Le occasioni inaspettate. -


C. Isherwood, La violetta del Prater