" Gli americani sono strani. Avete uno strano senso del tempo- o forse non ce l'avete affatto il senso del tempo, questo non lo so. Il tempo sembra essere sempre una parata, chez vous- una parata trionfale, come eserciti che entrano in una città con le bandiere.( ... ) "Insomma", continuò, " come se, con abbastanza tempo a disposizione e tutta quella paurosa energia e le capacità che avete, si potesse sistemare ogni cosa, risolverla, metterla a posto. E quando dico ogni cosa" aggiunse, cupo, "intendo dire tutte le cose gravi e terribili come il dolore e la morte e l'amore, cose in cui voi americani non credete."
"Cosa ti fa pensare che non ci crediamo?" " E tu in cosa credi? "
"Non credo a queste fesserie sul tempo. Il tempo è una cosa naturale, è come l'acqua per un pesce. siamo tutti in quest'acqua, nessuno ne esce e se lo fa gli succede la stessa cosa che succede al pesce: muore. E sai cosa succede in quest'acqua che è il tempo? Il pesce grande mangia il pesce piccolo. Tutto qui. Il pesce grande mangia il pesce piccolo e l'oceano non si preoccupa."
"Ma per favore", dissi. "A questo non credo proprio. Il tempo non è acqua e noi non siamo pesci e si può scegliere di essere mangiati e anche di non mangiare- di non mangiare", aggiunsi velocemente, arrossendo un po' davanti al suo sorriso soddisfatto e sardonico," i pesci piccoli, ovviamente."
J.Baldwin, La stanza di Giovanni ed. Le Lettere (info )
traduzione di A. Clericuzio
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