venerdì 17 giugno 2011

Tarkovskij

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"Se mi fa paura la morte? Per me la morte non esiste. Esiste un certo fatto penoso, nel senso del dolore. Quando penso alla morte, penso alla sofferenza, non alla morte come tale. La morte semplicemente non c'è. Non so ... una volta sognai che ero morto. Somigliava molto alla realtà. Avvertii una liberazione, una leggerezza incredibile. Forse proprio questa sensazione di libertà e di leggerezza mi diede l'impressione di essere morto, sciolto da tutti i legami con il mondo. Spesso l'uomo confonde la morte con la sofferenza. Forse, quando la incontrerò faccia a faccia, avrò paura, penserò diversamente ... è difficile dirlo".  
Tarkovskij però non era per niente "leggero". Ripeteva sempre che "il nostro fine, su questa terra, è di innalzarci spiritualmente, l'arte deve educarci in questo". Ma riteneva che, in Occidente, l'arte fosse diventata già da molto tempo un oggetto di consumo, di proprietà del consumatore: "Cultura è, per gli occidentali, ciò che possono avere. Avendo eliminato Dio, ritengono che all'uomo tutto sia possibile". Era convinto che l'uomo dovesse essere umile e non potesse pretendere di conoscere l'assetto profondo della realtà. La sua idea di spiritualità consisteva nel considerare la crescita intellettuale come un cammino, un avvicinamento, e non come un dominio. Nel film Nostalghia (1983) il protagonista si fa condurre fino alla chiesa dove si trova la Madonna del Parto di Piero della Francesca e, giunto là, si rifiuta di entrare. Lascia che vada la sua accompagnatrice-traduttrice che è curiosa di sapere perché tante donne si rechino in quel posto. Vorrebbe scoprire il segreto della Fede. Non otterrà alcuna risposta.
Tarkovskij stava al mondo come un pellegrino un po' particolare: l'importante per lui era "l'andare a" e non "l'entrare in". Una sorta di pellegrinaggio frenato prima della meta ...

da  Vado a vedere se di là è meglio  di F.M. Cataluccio - ed. Sellerio -







  Qui il sito del Tarkovsky Quartet, un gruppo che compone musiche traendo ispirazione dai film del regista russo. Ringrazio Irina ( e la saluto con affetto ) per avermi fornito il link.




In una delle sequenze a mio avviso più suggestive di Nostalghia, il penultimo film di Tarkovskij, viene ripreso un paesaggio in un interno, ovvero nella casa del folle Domenico. C'è un corso d'acqua, declivi  e poi,  a protendersi verso l'esterno,  c'è una valle arata, una sorta di grembo che genera il mondo. 
Il video è .qui







Qui l'ultima intervista rilasciata da  Tarkovskij
Qui una pagina del diario di  Tarkovskij
Qui un video dedicato al regista



" I sentimenti non espressi non si dimenticano" 

da Nostalghia ( min. 81 )



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22 commenti:

  1. Nostalghia l'ho visto molti anni fa, quando la morte mi pareva un soggetto lontano e estraneo.Avrei voglia di rivederlo ora che il pensiero della morte si è fatto più frequente e quasi abituale.
    Grazie per la sensibilità con cui ci fai pensare e ci guidi in percorsi più profondi

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  2. Sono rari i registi come lui. Mi piacque in modo assoluto Stalker, mentre ebbi più difficoltà con Nostalghia.
    Il pensiero che per gli occidentali l'arte sia possesso (ed ostentazione) è assolutamente condivisibile.
    Molto interessante la musica del quartetto!
    Grazie giacy.nta

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  3. Come al solito si arriva qui da te e si scoprono infinite suggestioni: la morte, l'arte, la spiritualità, la musica, la bellezza. Trovo molto profonda la riflessione del regista sulla morte, su come per l'uomo sia sempre associata alla sofferenza e su come, invece, essa possa essere intesa come leggerezza, liberazione.
    Saluti affettuosi, Giacinta cara.
    (che bella la foto del post precedente! Come mi ricorda il paesaggio che vedevo dalla casa di mia nonna, in Veneto)

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  4. un gigante, grazie per ricordarlo!

    Riporto questi suoi pensieri, bellissimi:

    "Tu lo sai bene: non ti riesce qualcosa, sei stanco e non ce la fai più. E d'un tratto incontri nella folla lo sguardo di qualcuno - uno sguardo umano - ed è come se ti fossi accostato a un divino nascosto. E tutto diventa improvvisamente più semplice."

    "La verità, manifestata dalla bellezza, è enigmatica; essa non può essere né decifrata né spiegata con le parole, ma quando un essere umano, una persona si trova accanto a questa bellezza, si imbatte in questa bellezza, sta di fronte a questa bellezza, essa fa sentire la sua presenza, almeno con quei brividi che corrono lungo la schiena. La bellezza è come un miracolo, del quale l'uomo diventa involontariamente testimone."

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  5. Un pellegrino "frenato"... affascinante ipotesi... è quella terra di confine che mi affascina... a ritrovarci...

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  6. Ancora più grande, allora! Non conoscevo queste sue considerazioni, che mi paiono di notevole spessore anche morale.

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  7. Post molto interessante ed esauriente ☺ ...e grazie per il "Tarkovsky Quartet che non conoscevo e me 'gusta' molto ☺

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  8. Grande uomo e grandi pensieri. Senza l'idea del dolore e della sofferenza, la morte (mia) mi sarebbe del tutto indifferente. Al massimo rimarrebbe la paura di quella altrui, del venire a mancare di persone care, amici, punti di riferimento ecc.

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  9. Ho visto Nostalghia due giorni fa. Di Tarkoskij in Italia si è detto tanto negli anni Ottanta, proprio perchè Nostalghia è stato girato tra la Toscana ed il Lazio nel 1983. Il regista peraltro si stabilì a Firenze per un lungo periodo. Tarkoskij andava di moda ( almeno dalle mie parti ) tra gli intellettualini con gli occhialini tondini... In quegli anni, in particolare, qualsiasi cosa facesse sentire parte di un gruppo di eletti, era fatto proprio, indipendente da ogni altra considerazione. Probabilmente Tarkovskij avrebbe guardato con un po' di apprensione e, forse, una certa pena gli "happy few" che lo celebravano ( chissà se effettivamente poi si prendevano la briga di vedere davvero i suoi film, ho i miei dubbi... ), lui che mi sembra un angelo e che si teneva a debita distanza dal posticcio, dall'inautentico, da ciò che è strumentale.
    Degli happy few io non facevo parte e non ero neanche tra coloro ( come alcuni amici del mio blog ) che aspettavano i suoi film e li vedevano per la semplice gioia di assaporare la poesia e di lasciarsi stupire dal genio di questo regista che solo adesso inizio a conoscere. Nostalghia ha un ritmo tutto suo, pochissimi dialoghi. Ci sono tantissime porte, finestre, tantissimi percorsi, viottoli, corridoi, molte stanze, molti specchi e poi... acqua e terra, fuoco e aria. Ci sono i rumori più semplici, molto silenzio. Chi conosce tutti i film di Tarkovskij ed è stato per me una guida ( grazie, Giuliano ! ) dice che Nostalghia è forse quello meno riuscito dei 7 film del regista... A me è sembrato bellissimo e continuo, da quando l'ho visto, a rivedere mentalmente le scene mentre cucino, stiro, leggo o sto davanti al PC. Sto rischiando di diventare una degli happy few? Spero proprio di no. Tradirei Andreij e la sua poesia.
    Il tema della morte è presente nel film ma l'idea che mi sono fatta è che Tarkovskij davvero pensasse che siamo parte di un tutto e che ogni morte è un nuovo inizio e che ogni luogo, ogni forma è casa, dimora per l'anima. Sulla parete della casa di Domenico, il pazzo, c'è una grande scritta , 1+1=1. Domenico dice che due gocce di olio fanno una goccia più grande...
    Mi fermo qui, il mio commento sta diventando un altro post...
    Ho apprezzato tantissimo i vostri pensieri e le frasi bellissime che mi avete lasciato. Lo interpreto come un dono ulteriore di Andrej...
    Vi abbraccio con affetto.

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  10. Giacinta cara, anche stavolta sei riuscita a mettere in evidenza la mia ignoranza. Lo dico piano piano: fino a 10 minuti fa, non sapevo neppure chi fosse il signor Tarkovskij. Il passo che hai evidenziato, tratto dal libro di Cataluccio, mi ha fatto riflettere molto.
    Per una serie di circostanze, ultimamente mi capita spesso di pensare alla morte. La mia, non quella di chi mi circonda. E scopro che, in realtà, non è mai alla morte che penso. Ma alla sofferenza e al terrore di dover soffrire.
    Dovrò procurarmi qualche film di Tarkovskij.
    Grazie Giacinta: anche quando non lo scrivo espressamente, penso sempre che il tuo blog sia una fonte splendida di spunti da approfondire per poter vivere in modo un po’ diverso; per spostare l’attenzione su ciò che conta realmente, su un altrove che merita di essere scrutato con meno superficialità rispetto a quanto non si faccia quotidianamente.
    Un bacio

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  11. un film altamente poetico, pervaso di pessimismo, però, ma anche profondamente realistico.
    C'è da una parte la ricerca e dall'altra la rinuncia.
    il tutto è svolto nel tentativo di spiegare l'inspiegabile, di offrire chiavi di decrittazione del vivere.
    ci offri splendide occasioni di riflessione.
    grazie
    anche per l'ottima musica
    un abbraccio
    cri

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  12. Mi manca Tarkovsky, comincerò da Tarkovsky Quartet...

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  13. vediamo se riesco a lasciarti questo commento...
    - parlando di Andrej Rubliov avevo fatto una battuta sui ciellini (c'è ancora) e un paio di ciellini se l'erano presa moltissimo. Secondo me, parlavano di Tarkovskij ma non guardavano i suoi film, è questo che ho scritto e mi sento di confermarlo, nulla è più lontano da Tarkovskij da Comunione e Liberazione (a Milano potentissimi ancora oggi, come sai). penso che siano come i tuoi amici di cui parli...
    - in Deserto rosso di Antonioni c'è la stessa battuta su 1+1+1, detta però da un bambino: lo scrittore che c'è dietro è sempre Tonino Guerra. (ma questo l'ho scoperto da poco, e nei miei post non c'è).

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  14. Inespresso
    sconosciuto
    esistente a priori?
    volo nell'oblio.
    La filigrana della nostra pelle
    ci guida verso
    orizzonti lontani.

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  15. @Barbara: sei sempre generosa con me...e la cosa non può che farmi piacere!
    Sono sicura che Tarkovskij ti raggiungerà nell'intimo e che non potrai non apprezzare il suo genio.
    Un bacio.

    @Cristina: carissima, Tarkoskij è poesia e a dimostrarlo ( se ce ne fosse bisogno ) è il modo diverso in cui abbiamo interpretato Nostalghia. A me è parso che, nonostante i momenti drammatici ( Domenico che si dà fuoco... ) e l'idea di sacrificio presenti nel film, ci sia anche un invito abbastanza esplicito alla unione . Tieni presente che sono una inguaribile ottimista... Bacio.

    @Ally: certo, quel link è lì soprattutto per te... :-)))

    @Giuliano: ho subito percepito, quando ho "incontrato" il tuo blog, che eravamo affetti da un'identica forma di scetticismo... E' per questo che ti leggo sempre molto volentieri. Gli integralismi mi sono stati sempre stretti, portano a negare tutto ciò a cui io invece do valore. Mi è successo di diffidarne proprio perchè li ho sperimentati personalmente. C'è una osservazione/ ammonimento di Tarkoskij a proposito del modo in cui le idee, la cultura possono divenire strumenti di potere, di controllo, di delimitazione di una elite. E' irritante constatare come l'arte possa essere ridotta a una sorta di identificativo sociale, e per diventare merce...
    Tra oggi e domani vedo Solaris e poi vedo cosa hai scritto nel tuo blog. :-)) Un caro saluto ( finalmente posso dartelo anche qui nel mio blog :-)) )

    @Antonio: Nero notte... :-))

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  16. Il mio preferito è Stalker, drammatica acquisizione di consapevolezza sulla tragicità del desiderio, specchio dell’orribile brama dell’essere umano. In questo senso io leggo il richiamo etico. I moralisti hanno sempre messo in guardia circa l’uomo.

    Ciao Giacinta, bellissima la scelta dei brani musicali che sembrano accompagnare la lettura.

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  17. @Eugenio: Vedrò Stalker tra qualche giorno. Se il ema è quello della tragicità del desiderio, il film non potrà che piacermi... Ti ringrazio, carissimo.

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  18. Per niente facile Andrej Arsenevič. E pure pesantino. Ma grande stile, e altrettanto impegno morale. Avercene ancora di registi così...

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  19. "Nei presentimenti non credo,
    e i presagi non temo.
    Non fuggo la calunnia né il veleno,
    non esiste la morte:
    immortali siamo tutti, e tutto è immortale."
    Scriveva questo il padre di Tarkovskij.
    Del figlio mi piacque molto il film "Solaris"

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  20. @Pim: a me piace molto Bergman, quindi A.A.T. mi appare addirittura leggero... Posso comunque capire chi non ha la mia inclinazione, che, ammetto, è assai particolare... :-)))

    @Max: Anche in Nostalghia c'è una poesia del padre Di Tarkovskij. Ti lascio il link

    http://mariapinaciancio.wordpress.com/2010/03/14/poesia-tarkovskij-in-nostalghia/

    Grazie, a presto!

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  21. In una lettera a Thomas Mann, in occasione del compleanno di quest'ultimo, Freud scrive: "Accetti da me un affettuoso saluto per il suo 60.mo compleanno! Potrei anche augurarle una vita molto lunga e felice come si è soliti fare in questi casi, ma me ne astengo. La mia personale esperienza mi porta a pensare che sia bene che un destino compassionevole ponga un giusto limite alla durata della nostra vita". Sottoscrivo, mi spaventa solo la sofferenza. Buon weekend cara Giacynta, bacio

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  22. @Carmen: considerazione amara che condivido. Grazie per averla trascritta qui. Un bacio e buon weekend a te!

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