venerdì 22 ottobre 2010

"Il sole dei morenti" di Jean-Claude Izzo




Le strade di Parigi, i vicoli di Marsiglia e due esistenze : una, quella di Titì, si spegne al buio, allungata sui sedili di plastica di una stazione del metrò, l'altra, quella di Rico, vede inquadrati i suoi ultimi istanti da una luce pallida, fredda, quella del sole dei morenti.






Titì

Per Rico,  Titì doveva essere stato professore o maestro. qualcosa del genere. Aveva letto tantissimi libri e nelle loro discussioni vi faceva spesso allusione. Un pomeriggio, seduti su una panchina al sole in square des Batignolles  - un posto dove amavano ritrovarsi -  Titì aveva detto : " Sai, da ragazzo leggevo Burroghs, Ferlinghetti, Kerouac... ".
Vedendo la faccia inespressiva di Rico aveva aggiunto :
" Non hai letto "Sulla strada" ?   ( ... )
" ( ... ) On the road again, era il loro credo ".
Il suo sguardo era completamente perduto.
" On the road again" aveva ripetuto pensieroso.
" Bella stronzata!".
Nessuno dei due aveva alcun dubbio: la loro strada non era più una strada. Soltanto una palude in cui sprofondavano ogni giorno un pò di più. Irrimediabilmente. E anche se arrivava qualcuno a tendergli la mano, ormai era troppo tardi. Le mani che si tendevano verso di loro non erano mani amiche, non lo erano più. Solo mani benevole. Un caffè in un bicchiere di carta.
( ... )
" On the road again, e per sempre: ecco cosa siamo Rico".
" Si ".
" Bastardi! "




                                                                  
Rico

Aveva iniziato a bere dopo che Sophie se n'era andata. Per consolarsi, per dimenticare, prima.  Per distruggersi, poi.
( ... ) Capire: aveva bisogno di capire come avevano fatto, lui e Sophie, ad arrivare a quel punto.  Un'ossessione. Ma naturalmente non c'era niente da capire. Era la vita. Qualcosa tra due persone che ad un certo punto fa cilecca. Come un appuntamento mancato.


                                                                             ( ... )


E mentre fumava si chiedeva se , in fondo, la vita non fosse nient'altro che quello: la capacità di ognuno di difendere il suo pezzo di carne per sopravvivere in mezzo alla schifezza del genere umano...  Magari suo padre aveva ragione. E lui ne era la prova. Lui era andato a fondo, mentre loro erano rimasti a galla. Per loro tutto continuava. La vita. L'amore. La felicità.





La voce narrante

E' lì che l'ho incontrato  Rico. A Marsiglia. E che ho appreso quello che so di lui e di questa vita schifosa in cui ognuno è solo e già vinto.


                




Link:

La biografia di Jean Claude Izzo

La Marsiglia di Jean Claude Izzo



Ringrazio Nela San ed Adriano Maini  per avermi fatto scoprire l'autore di questo romanzo!




Le parti in corsivo sono tratte da Il sole dei morenti di J.C. Izzo  ed. e/o


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11 commenti:

  1. I miei più vivi rallegramenti! Un abbraccio!

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  2. me lo segno Giacynta, ma penso che sia una lettura impegnativa per questo mio momento, ci vuole lo spirito giusto.
    Grazie

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  3. Grazie Giacynta,
    sono contenta di questo spazio su di me, nel tuo post di oggi.
    Bye&besos!

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  4. Grazie a voi per l'attenzione che mi prestate e per il tempo che mi dedicate. Buon weekend e bacio grande!

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  5. E adesso tu l'hai fatto scoprire a me, grazie

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  6. Lo conosco di fama ma non ho mai letto niente di suo, annoto subito, grazie Giacynta. Buon fine settimana, bacioni. Carmen

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  7. Carissime, penso proprio che vi piacerà!

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  8. Ciao Giacynta, quante profonde verità racchiude la malinconia!

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  9. Credo sia meritorio indicare fonti -siano libri, film, viaggi- da cui attingere sensazioni e conoscenze (e altro, ovviamente)...ecco, trovo molto bella questa ''condivisione'' di conoscenze: è un piccolo punto a favore del sapere, secondo il mio modesto parere, e te ne sono grato. Ad esempio, di JC Izzo conoscevo solo il nome, ora è come se tu avessi aggiunto l'indirizzo: brava!
    Ciao
    Cat.

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  10. Nei romanzi di Izzo ci sono odori forti, sensualità sincera, un ineffabile senso di disfatta. Si resta ammaliati, come se il fascino dei personaggi, il profumo del mare, del porto, del cibo mediterraneo, potessero superare l’angusto limite della pagina.
    Bellissimo “Solea”.

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  11. @Sciarada: è un libro che ti porta a pensare proprio alla facilità con cui si possa scivolare in una condizione disperata, resa tale dal ricordo di un passato lieto.

    @Cataldo: Grazie Cat, sono contenta di sapere che mi segui e che i miei post ti siano di qualche utilità. A presto!

    @Pim: Ho comprato tutto di questo autore. Mi piace davvero molto. Grazie per il tuo bel commento, mi ritrovo in ciò che dici.

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