lunedì 8 novembre 2010

Rappresentazioni ( da " Un giorno questo dolore ti sarà utile" di Peter Cameron )








Pensavo che teatro-ristorante significasse pagare un solo biglietto per la cena e lo spettacolo; non avevo capito che le due cose si sarebbero svolte insieme. Pensavo che avremmo cenato in una sala apposita e poi saremmo andati in platea, per cui mi sono meravigliato vedendo i tavoli davanti al palcoscenico. Credevo che queste cose le facessero solo a Las Vegas, perchè lì doveva essere normale mangiare tra numeri di tigri e soubrette, ma non potevo immaginare di mangiare di fronte ad attori che recitano. ( ... ) Anche se spegnevano le luci, ci sarebbe stato il rumore di tutto un pubblico che masticava. (... )




 Le attrici erano due signore attempate che un tempo avevano fatto una rispettabile carriera al cinema, poi una meno rispettata come mamme nelle serie tivù, e infine erano sparite dagli schermi. ( ... ) un amaro sottotesto che strideva completamente con la commedia. Guardarla faceva star male.





                                                                       ( ... )

Dopo sono andato alla National Gallery. 

( ... )

Lo sapevo che la vita non è scegliere tra National Gallery e il teatro ristorante, ma un pò forse si, perchè le due cose non possono coesistere. Se al mondo ci sono questi quadri, dentro delle stanze magnifiche in cui chiunque può entrare, com'è possibile che ci siano anche delle mamme della tivù che recitano in una commedia penosa mentre la gente guarda con la bocca piena di pollo ai peperoni?

( ... )

 sono entrato in una saletta in cui c'erano solo quattro quadri, e mi sono ricordato di averli già visti quando ero stato in gita scolastica con la terza media. Sono di Thomas Cole e si intitolano "Il viaggio della vita" ( ... )
Rappresentano le quattro età dell'uomo: infanzia, giovinezza, virilità e vecchiaia. In ogni quadro c'è una figura sulla barca che naviga su un fiume, guidata da un angelo.


Nel primo c'è un bambino piccolo e la barca spunta da una caverna buia, il grembo materno.  E' mattino presto e il fiume scorre calmo attraverso una valle idilliaca piena di fiori.


L'angelo è sulla barca, in piedi dietro il bambino, e hanno tutti e due le braccia tese verso il mondo a cui vanno incontro.


In "Giovinezza" è mezzogiorno e la barca si è addentrata nella bella valle. Il bambino si è trasformato in un ragazzo  e sta in piedi, le braccia tese verso il futuro. L'angelo è sulla riva e gli indica la strada come un vigile.



Le nuvole hanno la  forma di un castello fantastico, circondato dal cielo azzurro.


In "Virilità" le acque del fiume sono furiose, il paesaggio è arido, tutto rocce; il cielo al tramonto è pieno di nuvole temporalesche. Il ragazzo è diventato un uomo, sempre in piedi sulla barca, ma prega a mani giunte mentre la barca punta verso le rapide. 


L'angelo è lontano, da un'apertura fra le nuvole guarda la barca che corre in avanti. Fa venire i brividi.


Nell'ultimo quadro la barca entra dal lato opposto della tela. E' difficile dire che ora sia perchè il cielo è tutto scuro, c'è solo un fascio di raggi di luce che filtra tra i nuvoloni. E' un'ora indistinta fuori dal tempo. Il fiume sta per sfociare calmo in un enorme mare scuro.





Nella barca è seduto un vecchio e l'angelo vola proprio sopra di lui, indicando il mare e il cielo bui. In lontananza c'è un altro angelo che guarda giù dalle nuvole. Le mani del vecchio sono sempre giunte, ma non si riesce a capire se sta pregando o se sta implorando l'angelo di salvarlo prima che prenda il largo in quella paurosa oscurità.

( ... )

Sono rimasto tanto tempo nella stanza. Continuavo a ripetermi che dovevo andarmene ma non mi muovevo. C'era un custode che ogni tanto veniva a controllare. E poi mi sono agitato perchè ho capito che volevo essere nell'ultimo quadro, " Vecchiaia", nella barca che andava verso il buio. Volevo saltare quella della "Virilità". L'uomo adulto era terrorizzato e non riuscivo a capire che senso aveva il suo viaggio: perchè affrontare quelle rapide infide, su un fiume che sarebbe comunque finito nell'oscurità, nella morte? Io volevo essere nella barca insieme al vecchio, con tutti i pericoli alle spalle e l'angelo accanto che mi guidava verso la morte. Volevo morire.

                                                                             


 LINK

Peter Cameron
Thomas Cole


Le parti in corsivo sono tratte da Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron  ed. Adelphi

23 commenti:

  1. Splendidi dipinti, osservarli dal vivo dev'essere un'esperienza fantastica. Buon lunedì :-)

    RispondiElimina
  2. Uno dei miei romanzi preferiti in assoluto. Grazie di avermelo arricchito con queste splendide imamgini!!

    RispondiElimina
  3. @Tizyana, grazie per essere passata di qui. Per vedere i dipinti, beh, la strada è più lunga... Quelli di Thomas Cole sono nella National Gallery di Washington!

    @Nicola, sono io a ringraziarti! Dopo aver ascoltato l'intervista che hai rilasciato a Radio Radicale, sono andata in libreria per ordinare il tuo libro, ho visto quello di Cameron di cui tu avevi parlato e, tornata a casa, l'ho letto d'un fiato. Le pagine iniziali mi avevano lasciata un pò perplessa, ma poi...
    Impossibile non pensare a James come al terzo gemello!! :-)))

    RispondiElimina
  4. Bellissimo, anche io l'ho letto in un fiato. Dello stesso autore ti consiglio anche "Quella sera dorata", dolce, piacevole, ben scritto, non un capolavoro ma anch'esso si legge in due giorni. E se Ivory ci ha fatto un film...
    Bellissime le immagini, complimenti!
    Cara, a proposito di alluvioni, come va dalle tue parti? Un bacione.

    RispondiElimina
  5. Diventerà un film di Roberto Faenza. Una storia che ruota attorno a un vuoto non narrato, non riconosciuto.Impossibile non rileggere i dialoghi del protagonista con la sua analista la d.ssa Adler, prototipo di strizzacervelli che tratta il disagio adolescenziale come una malattia mentale...
    Buona serata
    Alby

    RispondiElimina
  6. Sì, dopo tanti tentativi mal riusciti, abbiamo finalmente un giovane Holden moderno...
    Confermo la bellezza di Quella sera dorata, anche se a mio parere non è all'altezza di questo romanzo. Meravigliosi invece alcuni racconti di PAURA DELLA MATEMATICA. Te ne incollo un brevissimo brano che avevo proposto sul mio blog:

    Fa una pallottola con il mio biglietto e tenta di gettarla nel cestino della carta straccia, ma lo manca. Per un attimo entrambi fissiamo la palla di carta sul pavimento, poi mi alzo e la butto nel cestino, dove c’è anche una buccia di banana: immagino la signora Dietrich che mangia la banana in quell’ufficio minuscolo e anche questo mi rende infelice.
    “Siediti” dice la signora Dietrich.
    Mi siedo.
    “Ho saputo che ti è morto il cane. Vuoi che ne parliamo?”.
    “No” rispondo io.
    “È questo che ti rende infelice?” continua lei. “O c’è qualche altro motivo?”
    Sto quasi per menzionare la faccenda della buccia di banana nel cestino della carta straccia, ma mi trattengo. “No” dico. “È solo il cane”.
    La signora Dietrich riflette per qualche istante e capisco che parlare di un cane morto la imbarazza: sarebbe più a suo agio a consolarmi per la morte di un genitore, o di un fratello.
    “Non voglio parlarne” ripeto.
    Apre un cassetto e ne trae un blocco di permessi d’entrata: comincia a scriverne uno per me. Ha una bellissima calligrafia. Penso a lei che da piccola impara a scrivere in bella calligrafia e poi cresce per diventare assistente scolastico, e questo mi fa sentire triste.

    RispondiElimina
  7. Questi quattro dipinti sono davvero magnetici.
    Spero di poterli vedere dal vivo, un giorno. Non conosco il libro di Cameron e credo che dovrò provvedere...

    RispondiElimina
  8. @Carmen
    Non dubito, conoscendoti un pò, che ti sia piaciuto. Il punto di vista di James che, pagina dopo pagina, inizi a sentire tuo, il rapporto con la nonna così intimo, la refrattarietà all'adattamento, alla manifestazione dei propri sentimenti... Ci sono momenti che non dimenticherò, come quello del bivio, del grande crocevia prima di raggiungere la National Gallery. Ma ce n'è più di uno. Ho l'impressione che avrò bisogno di qualche altro post...
    Passando alla pioggia, la mia zona è stata risparmiata dalle alluvioni. Ti abbraccio, buonanotte!

    @Alby
    Si, ho apprezzato anch'io quei momenti.
    Aspetto la tua recensione sul film, allora!
    Ti ringrazio e ti saluto caramente
    @Nicola E'la rappresentazione del rimpianto di ciò che avrebbe potuto essere e non è. Tristezza, rabbia ,sentimento di impotenza e di inutilità in poche immagini ed uno scarno dialogo.
    Grazie per aver lasciato qui questo passo. A proposito, sono andata a cercarlo da te, ma ... è come giocare a "caccia al tesoro" cercare qualcosa sul tuo blog! Riproverò domani, sono testarda!
    Buonanotte, un caro saluto!

    RispondiElimina
  9. @Sandra
    I dipinti sono un pò insoliti, sicuramente magnetici. Grazie, ti saluto con affetto

    RispondiElimina
  10. Lo trovi nell'archivio al mese di MARZO, sotto il titolo "Grazie di esistere, Amico Scrittore!".
    Purtroppo alcuni frammenti saranno di difficile lettura, perché a quel tempo il mio blog aveva lo sfondo nero, e quello che era stato concepito come giallino su nero adesso è diventato un quasi invisibile giallino su bianco... :D
    Ciao!

    RispondiElimina
  11. L'aura di uno strano mistero mi ha preso leggendo i brani da te scelti che di per se stessi inducono la mente a viaggiare lontano, nello spazio e nel tempo. Una sensazione che, in termini di appagamento culturale, mi é in genere ben difficile provare.

    RispondiElimina
  12. @ Ma come... giallino su bianco! I colori pontifici! Orrore! E' per questo che occulti accuratamente i tuoi post pre restyling?
    Grazie, Nicola, sei gentilissimo. Bacio.

    @ Grazie Adriano, mi piace sempre sapere che sei passato di qui. Quanto al romanzo, effettivamente ci sono dei momenti di autentica sospensione temporale. L'autore sa tradurre come pochi lo stato di malessere indefinito che si accompagna alla definizione di sè. Un abbraccio.

    RispondiElimina
  13. libro magnifico che ho letto d'un fiato ...

    RispondiElimina
  14. sono rimasta incantata dalla descrizione dei quadri...
    penso che fin quando gli esseri umani sapranno avvertire il malessere di un pasto mentre si assiste a una recita trasandata, e che sappiano enozionarsi di fronte alla rappresentazione della vita, ai colori di un sentire profondo... avremo ancora qualche speranza di raggiungere noi stessi.

    RispondiElimina
  15. Grazie Cristina! Sono del tuo stesso parere. Un bacio.

    RispondiElimina
  16. I love National Gallery... toccherà leggerlo!
    ;-)

    RispondiElimina
  17. Che magnifico modo di presentare il libro che anche io ho letto e che mi è piaciuto per la sua freschezza. Grazie, il tuo è stato un lavoro molto prezioso. Questi quadri sono splendidi
    Un abbraccio

    RispondiElimina
  18. Bel romanzo, soprattutto bel personaggio... questo ragazzo incerto, solo, acuto, che magari sa di sbagliare eppure sbaglia lo stesso, impagabile per come demolisce la psicologa, che si aggira in un mondo di adulti non attrezzati per quelli come lui... grazie di averlo ricordato...

    RispondiElimina
  19. @ Grazie, Giulia! Buon weekend!

    @ Giuliano, si, anch'io penso che imbattersi in personaggi così sia motivo di sollievo e dia forza a chi non accetta di omologarsi! Grazie. A presto!

    RispondiElimina
  20. Confermo... sei stata bravissima a lasciare che fosse lui a parlare.
    Bel post :)

    RispondiElimina
  21. Grazie Harley, a presto!:)

    RispondiElimina