sabato 13 agosto 2011

A proposito di François Villon

   

 ...c'era una casupola, a ridosso del muro del cimitero, ancora desta; e desta con intenzioni non proprio limpide. (...) dentro, al riparo dalle imposte serrate, Mastro François Villon , il poeta, ed alcuni ladruncoli con i quali era in combutta, trascorrevano una notte animata passandosi la bottiglia.
Un cumulo di carboni ardenti diffondeva un bagliore rossastro dal camino davanti al quale, a gambe divaricate si era piazzato Dom Nicolas, il monaco di Piccardia, con la tonaca tirata su e le nude gambe distese al calore del fuoco. La sua lunga ombra divideva in due la stanza, così che il chiarore del fuoco splendeva ai lati della sua sagoma e in una pozza d'acqua che si era formata ai suoi piedi. (...)
Sulla destra Villon e Guy Tabary erano chinati su un foglio di pergamena a meditare; Villon stava scrivendo una ballata a cui avrebbe dato il titolo di La ballata del pesce arrosto (...).
" Chi n'ha l'agio preferisce banchettare, " scriveva Villon " con pane e cacio su deschi d'argento.... Oppure... oppure... Dammi una mano, Guy. "
Tabary fece un risolino
" O con prezzemolo su piatti d'oro" buttò giù il poeta.



da " Un tetto per la notte"  - un racconto su  François Villon 1431-65- in  Le nuove mille e una notte di Robert Louis Stevenson







Caro François

(...)

più di una volta nel chiudere il libro delle tue ballate mi sono chiesto che cosa si nasconda dietro i tuoi versi: la vita inquieta e mascalzona del poeta di strada o l'astuzia premeditata del cortigiano colto che di quella vita si è appropriato per conferire una credibilità altrimenti sospetta alla propria opera poetica. Sono domande alle quali ancora oggi mi viene da rispondere con un perentorio "chi se ne frega". Che la leggenda corrisponda a verità, che la verità si sia fatta leggenda o che infine la leggenda sia diventata verità, di assolutamente vero restano i tuoi versi, non ultimi quelli invocanti solidarietà almeno dagli amici (...).
Biografie lacunose, poco più che pettegolezzi fortunosamente cuciti da brandelli di storia ti descrivono avventuriero e assassino prima che di te si perda la traccia e comunque io ti riconosco poeta della carità, per lo scandalo delle passioni sfrenate, per le risate scomposte a schermare inauditi dolori, per le inaccettabili sofferenze che sorgono dal tuo canto e toccano il cuore e la mente di chi ti legge, e ancora e soprattutto per i tuoi lasciti.
(...).
Io ti scrivo da un'altra epoca illuminata di ragione e di tecnica, dove l'uso della corda "che fa sapere al tuo collo quanto pesa il tuo culo" si è fatto più raro e lontano senza tuttavia scomparire del tutto. La stessa guerra, rinnovatasi di cento in cento anni, non è ancora finita e gli uomini amano come allora menare le armi e le mani (...).
Ancora oggi siamo capaci di forti sentimenti ma più volentieri li trasformiamo in lacrime seduti a teatro di fronte al dramma di Oreste ed Amleto (...).
Si sa tutto di tutti senza capire niente di niente perchè nessun obiettivo  è capace, come lo erano i tuoi occhi, di trasformare l'emozione nella nostra stessa carne, così che tutto scorre e si mescola e non rimane che un confuso rumore di fondo, poco più che un ronzio.


dalla prefazione di Fabrizio De André a Poesie di  François Villon ed. Feltrinelli



links




Il testo della  ballade des pendus di François Villon( dal blog di Guglielmo )


Un bel post nel blog  Tempus fugit sull'argomento

La ballata degli impiccati di Fabrizio de André







Composizioni di Debussy ispirate a poesie di  Villon




Ballade des dames du temp Jadis di Villon







20 commenti:

  1. E così c'è un filo rosso che unisce i miei artisti preferiti: Stevenson,De Andrè, Debussy ed è Francois Villon.Quando l'emozione, la poesia è vera oltrepassa i secoli, le mode e arriva intatta fino a noi.
    Grazie cara, di avermi fatto ritrovare la traccia.

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  2. Ricoerdo la "Ballade des pendus",una lirica formidabile nella sua drammaticità,e ricordo
    l'ispirazione tratta dalle poesie di Villon da
    Fabrizio de Andrè.
    Certo,un grandissimo poeta francese,dalla parte degli sconfitti e dei poveri.

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  3. Villon... forse il capostipite dei poeti "maudits".
    Certo come "moderni" lo sentiamo vicino a noi, anche se profuma inevitabilmente delle nebbie (immaginarie e reali) del 1400, tardo Medio Evo dunque. Ma questo profumo accresce il suo fascino...
    Sono particolarmente affezionato alla sua "Ballata delle dame di una volta".

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  4. Qualunque sia stata la sua vita - comunque controversa - rimane un grande poeta di assoluta originalità. Diede grande dignità lirica ai lati oscuri del suo tempo. Credo che suoi epigoni in campo letterario si possano trovare solo in autori di romanzi attenti alle devianze sociali, da Poe, Hugo,Dostoevskij in giù ...

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  5. Torno finalmente ad avere un po' di tempo da dedicare ai blog che più amo e leggo il tuo post. Poetico, originale, acuto, sensibile, profondo, pagina di vera cultura nel mare sempre più grande di banalità che (tenta) di circondarci.
    Bye&besos

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  6. @ Grazia: mi hai suggerito con il tuo bel commento l'etichetta con la quale archiviare questo post. Ti ringrazio :-))

    @ Costantino: Ce ne sono di bellissime e non tutte malinconiche... ( sto pensando a quella dedicata a Margot )

    @ Ivaneuscar: è molto bella, hai ragione. Lascio qui il link per qualcuno che ne volesse leggere qualche strofa
    http://gilgamesh.splinder.com/post/2557001/ballade-des-dames-du-temps-jadis

    Grazie!

    @Adriano: sia Stevenson che De Andrè più che esprimere un giudizio sulla condotta di Villon, cercano di definire il ritratto del vero "brigante" e del reale "ladro", ovvero di chi, ai tempi del poeta come oggi, rimane indenne da riprovazione e pena, avendo potere e sostanze.
    Un abbraccio

    @ Nela: mi stavo preoccupando, infatti; anche perchè non ti ho visto ancora pubblicare tutto ciò che hai promesso ...
    Grazie per le tue parole, sei generosa, cara.
    bacione

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  7. I tuoi bellissimi post multi-artistici dimostrano sempre almeno un paio di cose:

    1) scrittori, poeti, musicisti ecc. sono espressioni diverse di una stessa, splendida, Cosa

    2) essi (forse) non sarebbero nulla senza persone meravigliose come te capaci di amarne e apprezzarne le opere.

    Ciao!! :D

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  8. @Nick: abbiamo avuto la stessa idea( commentare ) più o meno nello stesso momento: un'altro filo...
    Grazie carissimo!!

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  9. " conosco tutto
    ma non so chi sono...

    http://www.youtube.com/watch?v=X44RPTwzbTo

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  10. @Cris: Ascoltata. Molto bella. Se François Villon avesse avuto la pretesa di conoscersi, non ne staremmo qui a parlare, a distanza di più di 500 anni. Grazie, carissima.

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  11. Mi hai portato a "casa", carissima Giacinta ~ son "cresciuta" con Villon: era tradotto in russo da Ilya Erinburg, Mandelstam ha dedicato qualche poesie a Villon. Un inimitabile angelo/vagabondo/ladro(pero'io dubbio che era un ladro)! Grazie anche per de Andre', Debussy, Stevenson!
    Cordiali saluti.

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  12. Grande omaggio a liberi pensatori.
    p.s.
    John Foot, ora ho capito ... dopo qualche giorno ci arrivo ;)

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  13. @Irina: Carissima, ho passato la mattinata "in compagnia" di Osip. Alla ricerca del testo dedicato a Villon ( e che non c'è nel libro di poesie di Mandelstam che io possiedo ), ho letto comunque delle liriche bellissime. Ti ringrazio doppiamente! Un abbraccio.

    @Ally: A proposito di J. F., ho l'impressione che abbia giocato un ruolo decisivo la mia "meridionalità". Da noi l'espressione è davvero ricorrente... :-))

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  14. Passare di qui vuol dire sempre compiere un qualche viaggio e compierlo con una guida che riesce sempre a scorgere i mille e mille intrecci che legano esperienze, vite, sensibilità apparentemente lontane e invece vicine. E tornare a casa un po' più ricchi e un po' più consapevoli.
    Grazie, cara Giacynta.
    Un saluto affettuoso

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  15. Grazie a voi, siete affettose, come sempre! BACIONI.

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  16. Cresciuta leggendo Villon, i poeti maledetti, ascoltando gli chansonniers, quindi, mi hai fatto uno splendido regalo Giacynta...GRAZIE! Un bacione.

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  17. @Carmen: ti regalo, allora, anche la poesia di Mandelstam su Villon che Irina mi ha gentilmente mandato. E'in russo, traslitterata dal cirillico. Irina ci consente di sentire la prosodia del verso originale. Lo considero un dono prezioso.:

    RJA'DOM S GO'TIKOJ ZIL OZORU'JUCI
    I PLEVAL' NA PAU'C'I PRAVA'
    NA'GLYJ SKOL'NIK I AN'GEL VORU'JUSCIJ,
    NESRAVNEN'NYJ VILLON FRANCOIS.

    Grazie a te e a Irina!

    Giacinta

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  18. GRAZIE a te e ad Irina!!!
    Ti lascio la versione di "la ballade des pendus" di Leo Ferrè (cantautore che ho adorato)
    http://www.youtube.com/watch?v=6ujFLoOghOM

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  19. Grazie, non la conoscevo!
    p.s.
    per non farci mancare niente, ci sarebbe anche questa:

    http://www.youtube.com/watch?v=H6rFgcx84-c&feature=related

    :-))

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