lunedì 21 ottobre 2013
lunedì 7 ottobre 2013
martedì 1 ottobre 2013
Libri in cantina 2013
giovedì 19 settembre 2013
mercoledì 11 settembre 2013
sabato 17 agosto 2013
la contemplazione dei nomi
Dall'ultima volta in cui il signor Palomar ha guardato le stelle sono passate settimane o mesi; il cielo è tutto cambiato; la Grande Orsa (è agosto) si distende quasi ad accucciarsi sulle chiome degli alberi a nord-ovest; Arturo cala a picco sul profilo della collina trascinando tutto l'aquilone di Boote; esattamente a ovest è Vega, alta e solitaria; se Vega è quella, questa sopra il mare è Altair e lassù è Deneb che manda un freddo raggio dallo zenit.
Stanotte il cielo sembra molto più affollato di qualsiasi mappa; le configurazioni schematiche nella realtà risultano molto più complicate e meno nette; ogni grappolo potrebbe contenere quel triangolo, quella linea spezzata che stai cercando; e ogni volta che rialzi gli occhi su una costellazione ti sembra un po' diversa.
martedì 23 luglio 2013
Isole
Baleari
Navigo inquieto nel mare di Minorca;
non è lontana la sponda di Maiorca;
buone correnti mi trascinano veloce
e mi ritraggo nel guscio di mia noce:
son specialista nel tirare i remi in barca
Ebridi
Tempesta sulle Ebridi
del mare qui fra i torbidi
a navigare intento
stravolto ma contento
in porto anch'io alle Ebridi.
Nel mare antico d'Itaca
ricordo una sera estatica
passata sul mare al tramonto
vivendo in un lieto presente
pensando ma solo un istante
di Ulisse e Penelope ad Itaca.
Stromboli
Questo è il vulcano che si chiama Stromboli:
lo affronterò così, senza preamboli,
riverserò sull'isola i miei palpiti
stringerò il petto entro profondi spasimi
m'immergerò nel fondo dei miei simboli.
Pantelleria 1
I've found my love here in Pantelleria:
she's a nice girl and her name is Lucia;
but I'm so shy and so when she comes near
my heart begins to thump - oh dear!
I've found my love, but I can't tell her here...
Pantelleria 2
Trovo l'amore qui a Pantelleria:
è assai carina e il suo nome è Lucia;
mi sta vicino e mi fa tanta compagnia,
le voglio bene ma c'è qui sua zia:
io l'ho trovata e non la posso portar via...
A Zacinto, forse
E c'era un tale all'isola di Zante
che disse sconsolato alla sua amante:
"Il tuo pensiero sarà il mio destino:
se tu vuoi che io resti son vicino;
se vuoi che me ne vada son distante."
Maldive
Una mappina delle Maldive
per ricordare il mio atollo dov'è:
è là che un dolce ricordo vive...
Di quell'atollo vicino a Malè
adesso la mia matita scrive.
Le isole ( 2004) sono di Emilio Gauna
( Giuliano ) ( qui )
Le immagini sono del Little Angel Theatre
lunedì 1 luglio 2013
Due colombe... di un due di luglio 1939
Testo e disegni di Pierino, mio padre:)
Vidi subito alcuni bambini che precedevano i suonatori e, felici, avanzavano a piccoli salti a tempo di musica e gridavano:
" arriva la "cavalcata" !!! Fate largo! ".
domenica 23 giugno 2013
Novel cuisine - Tortino siderale di fragole -
Da Sogno di Giacomo Leopardi, poeta e lunatico
in Antonio Tabucchi, Sogni di sogni ed. Sellerio
qui la ricetta del tortino di fragole |
Una notte dei primi di dicembre del 1827, nella bella città di Pisa, in via della Faggiola, dormendo fra due materassi per proteggersi dal terribile freddo che stringeva la città, Giacomo Leopardi, poeta e lunatico, fece un sogno. Sognò che si trovava in un deserto, e che era un pastore. Ma, invece di avere un gregge che lo seguiva, stava comodamente seduto su un calesse trainato da quattro pecore candide, e quelle quattro pecore erano il suo gregge. (...)
lunedì 17 giugno 2013
Sinfonia classica
"Trascorsi l'estate del '17 nella più completa solitudine, nella campagna vicino a Pietroburgo, leggendo Kant e lavorando moltissimo. Il pianoforte l'avevo lasciato di proposito in città, perchè desideravo di provarmi a comporre senza di esso. Sino a quell'epoca avevo sempre composto al pianoforte, ma avevo anche notato che il materiale tematico composto, facendone a meno, era spesso migliore. ( ...) Avevo intenzione di comporre un'intera Sinfonia senza l'aiuto del pianoforte: in quest'opera i timbri orchestrali avrebbero dovuto essere più puri. Nacque così l'idea di una sinfonia nello stile di Haydn (...). Quando iniziò a prendere forma concreta la battezzai col nome di Sinfonia classica"
Sergej Prokofiev
venerdì 14 giugno 2013
l'animalino senza peso
dizoonario letterario
Tra i nostri compagni di pianeta c’è anche un certo animalino il cui nome, francamente, ignoro e con tutta probabilità ignorerei quando pure mi fossi dato la pena di consultare i più minuziosi repertori zoologici. Per darne un’idea alla svelta, dirò che le sue dimensioni appaiono estremamente ridotte ( sui quattro o al massimo cinque millimetri ) ; che la sua forma è all’incirca quella tra rotondeggiante ed oblonga di molti insetti; che il suo colore è di un bianco abbagliante; che il suo aspetto generale è quello di un minuscolo piumino.
giovedì 6 giugno 2013
Glicine
Alla mia personale collezione di animali imprigionati nelle pagine dei libri, il dizoonario letterario ( qui ) , mi sembrava giusto affiancare un inventario floreale. La materia non manca: penso non ci sia poema, romanzo, racconto, idillio, fiaba, apologo in cui non spunti una pianta, un ramo, un petalo, uno stelo, un filo d'erba.
Florilegio è l'ovvia denominazione della mia nuova rubrica ed il glicine il fiore destinato ad aprirla. Il viola non è il colore più indicato né per una rubrica, né tantomeno per una vernice ma non so che farci, è capitato e poi si accorda ai colori del mio blog :)
giovedì 30 maggio 2013
la percezione
- Sai, Mark Anthony, ho avuo una strana sensazione quando siamo atterrati nel villaggio: sembrava che i bambini non vedessero il dirigibile; me li aspettavo in festa, invece sono rimasti piuttosto tranquilli. Sembrava quasi che il dirigibile non esistesse, come per loro fosse invisibile. Questo mi ha sorpreso
- Forse perchè i bambini amerindi sono molto silenziosi
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qui |
lunedì 27 maggio 2013
Cobalto
"La strada che porta all'abbazia di Saint Denis, alla periferia di Parigi, è tutt'altro che promettente, e il primo impatto visivo che si ha con l'edificio - attraverso una squallida piazza urbana - non è granché meglio: la costruzione si presenta tozza, asimmetrica e un po' trasandata. Ma io sono venuto per ciò che c'è dentro e, non appena i miei occhi si abituano alla penombra, comprendo di non aver nessun motivo per considerarmi deluso.
La mia prima impressione è di una vertiginosa verticalità (...). Nonostante la sciatta pietra grigia, rispetto agli standard medioevali l'interno della chiesa è luminoso (...). Verso l'altare prevale una luce blu scuro che, pur modificando il colore dei raggi solari, sembra quasi renderli più intensi. Gli altri colori delle vetrate proiettano collane ingioiellate di luce sul pavimento; il blu, invece, non sembra concentrarsi in un singolo punto, ma diffondersi ovunque, e pian piano ne sono circondato. Pare di trovarsi sotto il mare.
Saint Denis è il prototipo della cattedrale gotica, la magnifica creazione del celebre abate Suger. (...)
giovedì 23 maggio 2013
lunedì 20 maggio 2013
La memoria degli Uffizi
Agli Uffizi ci si andava da bambini, alle domeniche. Non frequentando la nostra famiglia, nel giorno di festa alcuna funzione religiosa, il babbo ci conduceva di mattina al rito laico dell'osservazione dei quadri, che precedeva quello pagano del primo pomeriggio alle partite di calcio della Fiorentina, nello Stadio di Campo di Marte, affollato di figure concave e convesse, progettate da Pier Luigi Nervi.
Verso le dieci, mentre la mamma ( pessima cuoca ) si industriava a preparare l'unico vero pranzo della settimana, nostro padre ci portava a visitare una sala, sempre diversa, a rotazione, della Galleria degli Uffizi.
(...)
Le sue erano spiegazioni "tecniche": l'epoca del dipinto, il significato della storia rappresentata, la caratteristica dei colori. Ma aveva un'astuzia pedagogica particolare nel provocarci a una sorta di caccia al tesoro: " scovate il gattino grigio che molesta l'anatra", " quante lepri corrono sullo sfondo della battaglia dei cavalli?"
domenica 12 maggio 2013
Grassano, da lontano
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dipinto di Carlo Levi |
Seduto su un
gradino di Grassano
sto qui
seduto finché dura l’aria buona
ad ascoltare
l’incanto che risuona
con il buon
vino e il buon pane lucano;
intanto
penso alle cose che ho imparato,
e so che i
sassi che ho pestato son chiangoni
e karakoi
sono i tornanti che ho salito
e la
salsiccia buona è nei lammioni.
E qui
davanti alla chiesa van gli sposi,
ecco il
corteo che passa piano piano
mi chiedono
“che fai, forse riposi”
la mano tesa
ed un invito a camminare.
Ma no,
rimango qui, grazie sto bene,
sto qui seduto
perché qui sto bene,
rimarrò qui
fin quando il sole è tramontato,
il vino e il
pane, ed un basello di Grassano.
Giuliano
Non essendo
mai stato a Grassano
me la vedo
come scrive Giacinta:
caracoie
chiangoni e lammioni
dov’è appesa
per gli ziti salsiccia –
così è
dipinta per me che son lontano
(così è
dipinta per me che son Giuliano)
A Grassano sono nata; sono vissuta lì solo qualche anno ma vi faccio spesso ritorno col ricordo o nei sogni. Carlo Levi, confinato negli anni Trenta nel mio paese per qualche mese , ne ha restituito il paesaggio in alcuni dipinti e in Cristo si è fermato a Eboli. La poesia e il limerick che ho pubblicato
sono invece di Giuliano, uomo e poeta del Nord come Carlo Levi e come lui
capace di riportarmi nel mio ambiente, fra lammioni, chiangoni e zite.
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dipinto di Carlo Levi |
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Giuliano
lunedì 6 maggio 2013
la regina dei nasi
- Benedicite, che naso! - gridò la moglie del trombettiere: - è lungo quanto una tromba.
- E dello stesso metallo, - disse il trombettiere, - come puoi giudicare dal suono dello starnuto.
- E' molle come un flauto, - disse la donna.
- E' il timbro dell'ottone, - disse il trombettiere.
- Un corno! - ribattè sua moglie.
- Ti dico che è un naso di bronzo, - replicò il trombettiere.
- Vedrò bene come sta questa faccenda, disse la moglie, - perchè non andrò a letto questa sera se prima non avrò toccato quel naso con questo dito.
L.Sterne, La vita e le opinioni di Tristram Shandy gentiluomo, ed. Mondadori
traduzione di Antonio Meo
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Sterne L.
giovedì 2 maggio 2013
giovedì 25 aprile 2013
millesimi
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Sì, tutto potrebbe iniziare così, qui, in questo modo, una maniera un po' pesante e lenta, nel luogo neutro che appartiene a tutti e a nessuno, dove la gente s'incontra quasi senza vedersi, in cui la vita dell'edificio sì ripercuote, lontana e regolare. Di quello che succede dietro le pesanti porte degli appartarnenti, spesso se non sempre si avvertono solo quegli echi esplosi, quei brani, quei brandelli, quegli schizzi, quegli abbozzi, quegl'incidenti o accidenti che si svolgono in quelle che si chiamano le parti comuni, i piccoli rumori felpati che la passatoia di lana rossa attutisce, gli embrioni di vita comunitaria che sempre si fermano sul pianerottolo.
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