mercoledì 19 settembre 2012

Carbonio



Noi siamo fatti d'acqua, amica mia
e pare che, seccati e poi filtrati,
il mio corpo, il tuo, altro non sia
che un pugno di tranquilli carbonati.

Non basta, cara: gli atomi, si dice,
siano principalmente spazio vago,
sottratto il quale, esito felice,
staremmo in due su una punta d'ago.

Accetto la notizia intenerito
e spero che,  gettata l'acqua a mare
e soffiato via lo spazio atomico,

ciò che di noi rimane resti unito
in modo da poterci ancora amare:
sebbene, così stretti, sarà comico.


da L'amore in forma chiusa di Roberto Piumini

sabato 15 settembre 2012

Blog Twinning - Statuae manent -

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Nela korrea ... ( clicca qui  )


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venerdì 14 settembre 2012

Agnès Vesterman


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giovedì 13 settembre 2012

lunedì 10 settembre 2012

sala d'aspetto

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Per accedere alla sala d'aspetto clicca qui

" ...  scena in una sala d'aspetto nell'aldilà. Io ho avuto sempre la tendenza a ironizzare sulla morte. Allora ci siamo messi a pensare: che persone potremmo mettere nella scena? Prendiamo un tale che è stato divorato da uno squalo, un sub con uno squalo ancora attaccato alle gambe. Così sono venuti fuori anche l'assistente del mago che è rimasta tagliata in due e quello che è bruciato vivo perchè fumava a letto. Abbiamo deciso di descrivere l'aldilà come in un film di fantascienza  di serie B. Una cosa più vicina all'ingresso dell'ufficio delle tasse "

Tim Burton, Burton racconta Burton, ed. Feltrinelli




lunedì 3 settembre 2012

Orphée



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[orfeo11a.jpg]
Cosa succederebbe se la Morte si innamorasse di un artista e venisse da questi ricambiata?  Per amore, la Morte non  potrebbe trattenere con sé l’amato. 

Jean Cocteau interpreta il mito di Orfeo e nel 1950 realizza un film, Orphée , ambientato nella Parigi dei Cafés  dei poeti, la Parigi del Café Flore e de Les Deux  Magots.

mercoledì 29 agosto 2012

commedia volante

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Il Mattatoio sospeso ( Qui )

Guappecartò ( Qui )

domenica 26 agosto 2012

Fuori e dentro il ventre del leviatano


                                                                     
Il gioco


Appena misi piede nella cella  mi dissi: ecco, ci siamo, da questo momento dovrai vivere qui, vecchio mio. I confini del mio mondo si erano ristretti, ma ero ancora vivo, e finchè sarei riuscito a respirare e a scoreggiare e a usare il cervello, che importanza aveva dov'ero?
- Strano.
- No, non era strano. E' come la vecchia storiella di Henry Youngman. Il marito torna a casa, entra in soggiorno e vede un sigaro acceso nel portacenere. Chiede alla moglie cosa sta succedendo, ma lei fa finta di non sapere niente. Ancora sospettoso, il marito comincia a perlustrare tutta la casa. Arrivato in camera da letto apre il proprio armadio e ci trova uno sconosciuto. " Che ci fa nel mio armadio?" chiede il marito. "Non lo so" balbetta  lo sconosciuto, tutto tremante e sudato. " tutti dobbiamo pur stare da qualche parte."

mercoledì 22 agosto 2012

Sweeney Todd e Mrs. Lovett al mare

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da Sweeney Todd di Tim Burton


Sweeney Todd, l' esangue barbiere dalla lama insanguinata, nasce nel 1846 dalla fantasia di Thomas Peckett Prest ( The string of pearl : a romance ) e cresce nella fama quando la sua storia viene rappresentata a teatro col sottotitolo The demon barber of Fleet street. La sua popolarità non scema col nuovo secolo, infatti  continua a tagliar gole in film e telefilm.
Nel 1978 Christopher Bond dà la sua versione dei fatti e a  Sweeney un movente : il barbiere uccide spinto dalla vendetta. 
Nel 1979, Stephen Sondheim realizza un musical e fa cantare Sweeney.  Angela Landsbury interpreta la parte di Mrs. Lovett, la fornaia, che, complice di Sweeney,  "trasforma" le vittime del barbiere in ripieno ( sembra molto gustoso, dalla fila che si forma dinanzi al suo negozio ) per i suoi pasticci di carne.

lunedì 20 agosto 2012

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sabato 18 agosto 2012

( 2 ) E' la passione come vino carminativo...

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- Carminativo, - disse Denis attardandosi amorosamente sulle sillabe, - carminativo. Io pensavo vagamente che ciò avesse qualche relazione con carmen-carminis, o, più vagamente ancora, con caro-carnis e i suoi derivati, come carnevale e carnagione. Carminativo...idea di canto, idea di carne, rosa e calda, evocazione di gioie della mezza quaresima e delle feste mascherate di Venezia. Carminativo... calore, ardore, intima fioritura, tutto era in questa parola. Invece...

- Torniamo a bomba, mio caro Denis, - protestò il signor Scogan. - Torniamo a bomba.
- Ebbene, l'altro giorno stavo scrivendo una poesia, - disse Denis, - una poesia sugli effetti dell'amore.
- L'hanno fatto altri prima di lei, - disse il signor Scogan. -  Non c'è da vergognarsene.
- Io volevo esprimere l'idea, - continuò Denis, - che gli effetti dell'amore sono simili a quelli del vino, e che Eros ci ubriaca quanto Bacco. l'amore, per esempio, è essenzialmente carminativo. Ci dà un senso di calore, di scottatura.

venerdì 17 agosto 2012

carminativo ( 1 )

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E' una tale soffererenza, -continuò Denis, - il fatto che le parole non significhino sempre quello che dovrebbero significare. Non è molto, per esempio, che io ebbi tutta una poesia rovinata dal fatto che "carminativo" non significa quello che dovrebbe significare. Carminativo è una parola adorabile, non è vero?
- Magnifica - acconsentì il signor Scogan. - E che cosa significa?
- E' una parola che tenevo in serbo gelosamente dalla mia più tenera infanzia, disse Denis. - Tesoreggiata e amata. Quando avevo un raffreddore mi davano dell'olio di cannella - una cosa affatto inutile, ma non sgradevole. Era versato a gocce da certe piccole bottigliette, liquore d'oro, aspro e ardente. Sull'etichetta erano enumerate le sue virtù, tra cui quella di essere carminativo al massimo grado. Quella parola mi piaceva. "Com'è carminativo" dicevo tutte le volte che ne prendevo.Quella parola pareva esprimere così bene quel senso di calore interno, quel fuoco, quella - come dire? - soddisfazione fisica che seguiva l'ingerimento d'una pozione di cannella. Più tardi quando scoprii l'alcool, la parola "carminativo" mi servì a descrivere quell'ardore simile, ma più nobile, più spirituale, ch'evoca il vino, non solo nel corpo ma anche nell'anima. Le virtù carminative del borgogna, del rhum, del vecchio brandy, del lachryma-christi, del marsala, dell'aleatico, dello stout, del gin, dello champagne, del bordeaux, del vino nuovo delle vendemmie toscane, io le paragonavo, le classificavo. Il marsala è un carminativo rosa e soffice; il gin punge e rinfresca riscaldando. Avevo tutta una tabella di valori carminativi. E ora... - Denis distese le mani, con le palme aperte, avvilito. - Ora so che cosa carminativo significhi realmente.
- Ebbene, che cosa significa?- domandò il signor Scogan un po' spazientito.
- Carminativo, - disse Denis attardandosi amorosamente sulle sillabe, - carminativo. 

Aldous Huxley, Giallo cromo ed. Einaudi


continua...

lunedì 13 agosto 2012

Arvo Part





Arvo da bambino inizia a suonare avendo a disposizione un numero limitato di note:  il pianoforte su cui si esercita ha la parte centrale della tastiera difettosa. La mancanza è profetica: anticipa lo stile personalissimo che il musicista maturerà a partire dalla metà degli  anni Settanta, quando ridurrà all’essenziale gli elementi di cui disporre nelle composizioni . Il nome di Part è oggi associato ai lunghi intervalli di silenzio che preparano chi ascolta ad accogliere il suono nel suo nitore, nel suo valore puro.
Ad esercitare una forte influenza sul musicista è la monodia, la polifonia primitiva. “Ho scoperto che è sufficiente una singola nota, suonata con grazia “

sabato 11 agosto 2012

Tallinn ( 3 ) - Musica, sopra ogni cosa

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I concerti


Heli Ernitz e Ave Kruup

Nella sala da concerti della Casa delle Teste nere eravamo solo in due, forse  tre. Turisti, intendo.  Gli altri ( un centinaio ) erano del posto. Me ne sono accorta  alla fine del concerto, quando la pianista e l'oboista si sono ritirate in un'altra stanza e, rapidamente,  le persone presenti in sala hanno formato una  fila, tirando fuori dalle borse, e non so da dove altro, piccole scatole di cioccolatini, fiori di carta e non, peluche e manufatti di ogni sorta da donare alle musiciste. Mi sono accodata anch'io, per poi battere in ritirata nei pressi delle sorridenti esecutrici ( the shame of it ! ).



mercoledì 8 agosto 2012

Tallinn ( 2 )



Nuku e Kumu










Percorro un  ponte di vetro ( o plexigas ? ). Un ragno incombe, appeso al suo filo sottile. 


lunedì 23 luglio 2012

Tallinn ( 1 )

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Preludio


Non l'avrei  comprato se l'areo per Tallinn non fosse partito con sei ore di ritardo, o, quantomeno, non l'avrei acquistato e letto la settimana scorsa. E' il primo romanzo di Saramago, quello che l'editore rifiutò di pubblicare, quando  l'autore di Cecità non era stato ancora letto da nessuno.
Non sembra neanche un suo scritto. E' forse un romanzo nato per il piacere di sentirsi scrittore, autore di personaggi simili a quelli trovati nei libri degli autori più apprezzati. E' questa l'impressione che mi ha fatto, magari sbaglio.. Di certo, quando chiesero a José, ormai famoso, di pubblicarlo, lui declinò l'invito. Eppure, non lo nascondo, l'ho letto con piacere crescente.
C'è un condominio. In ogni appartamento si sviluppa una storia e si delineano  più  modi d'essere. La figura prevalente, sia al maschile che al femminile, è quella dell'incapace, dell'inetto ma c'è anche l'altra, perfettamente speculare, dell'individuo pago di sè, almeno apparentemente. Ci sono figure infantili. Intorno a loro ruota la solitudine di adulti scontenti della piega che ha preso la propria vita. Le storie restano aperte...più che altro alle illusioni, però.


sabato 21 luglio 2012

It's a small world

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Stranglers, It's a small world

Many roads to travel down and there are many surprises to find
But as luck will have it you can stumble in the valley of the blind
Friends will always tell you fate will rear its ugly head to frighten you
But the hands of time hold something and he's offering it all to you

sabato 7 luglio 2012

Sinfonia Leningrado



Cauto, Šostakovič aprì l'involto. Per alcuni secondi fissò il contenuto, immobile; quindi si alzò di scatto dallo sgabello. " Carta pentagrammata!" gridò, sollevandola sopra la testa. " E quanta! In nome del cielo, dove l'ha rimediata? Di questi tempi sarebbe più facile trovare la fine dell'arcobaleno! "
Elias avvampò. " La metto da parte dai tempi delle lezioni di composizione al Conservatorio. Sa, scrivere non è mai stato il mio forte". (...)

" Potrebbe trattenersi ancora un minuto?" gli chiese  Šostakovič , radioso. " Un paio di giorni fa ho finito un'opera... il primo movimento, almeno ". Ma non aspettò la risposta di Elias. Afferrò alcuni fogli che aveva lasciato accanto al pianoforte, a cui si avvicinò con lo sgabello. Quindi tenne per un momento le mani sospese sopra la tastiera e poi cominciò a suonare.

Mentre le note si levavano a costruire un solido muro, Elias rimase immobile (...).  Šostakovič  muoveva le labbra, e pestava sui tasti quasi fossero fatti d'acciaio, anziché d'avorio. Di tanto in tanto le sue mani si sovrapponevano. La  sinistra scavalcava la destra, per poi tornare al suo posto.

Il tema della marcia crebbe di volume, e il piano prese a tremare. I fogli balzarono via dal leggio e volarono in aria. Ma Šostakovič   non stava più guardando lo spartito; il suo viso quasi toccava la tastiera, gli occhiali sospesi sulla punta del naso. Poi, nel bel mezzo di una frase ripetuta selvaggiamente, si fermò. L'unico suono rimasto era l'acciottolio dei piatti proveniente dal soggiorno.

giovedì 5 luglio 2012

come again





Come again,
sweet love doth now invite,
thy graces that refrain
to do me due delight
To see, to hear,
to touch, to kiss,
to die with thee again
in sweetest sympathy

Come again,
that I may cease to mourn
through thy unkind disdain
for now left and forlorn
I sit, I sigh,
I weep, I faint,
I die, in deadly pain
and endless misery

Gentle love,
draw forth thy wounding dart:
Thou canst not pierce her heart;
For I that do approve
By sighs an d tears
more hot than are
thy shafts, did tempt while she
for scanty tryumphs laughs

 
Johnn Dowland ( 1563 - 1626 )

lunedì 2 luglio 2012

di zoo nario letterario : rinoceronti togati

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LA NERA NOTTE DEL VECCHIO MARCHESE ERMANNO SEBORGA - SONEGO
PROCESSATO E CONDANNATO A MORTE DAI RINOCERONTI DA LUI UCCISI IN GIOVENTU'.
QUINDI GRAZIATO PER INTERCESSIONE DI SANTA RITA LA QUALE EBBE POI A PENTIRSENE
AMARAMENTE. ANNO 1901


Ermanno Seborga Sònego, di famiglia patrizia di Serravalle ( oggi Vittorio Veneto ) visse dal 1865 al 1927. Molto ricco, era appassionato di caccia grossa. I suoi nipoti raccontano fosse un uomo strano, affetto da manie religiose o, meglio, rituali. Essi suppongono che il processo da parte dei rinoceronti fosse un parto della sua fantasia fuori squadra.


Dino Buzzati, I miracoli della Val Morel




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I miracoli della Val Morel
Il sentiero Buzzati