sabato 16 luglio 2016

a colloquio con il tempo


“Austerlitz” di W.G. Sebald ha un narratore e un protagonista, il Tempo, che assume una vera e propria consistenza attraverso le manifestazioni tangibili di ciò che in lui ricade: gli esseri e i percorsi che tracciano, la cui durata è ben superiore a quella in cui sembra risolversi un'esistenza o un' azione.

Ci sono molte foto, immagini, in Austerlitz. Ci sono volti che sembrano architetture e spazi le cui geometrie sembrano parlare a chi sappia intendere il loro muto linguaggio. Leggendo, si avverte che nel passato è possibile rientrare, che è lì che ci aspetta, non meno del futuro.





 



“Se (…) getto lo sguardo in uno di quei cortili tranquilli, nei quali nulla è cambiato da decenni, avverto quasi fisicamente come il flusso del tempo si rallenti nel campo gravitazionale delle cose obliate. Tutti i momenti della nostra vita mi sembrano allora raccolti in un solo spazio, proprio come se ciò che accadrà in futuro esistesse già e aspettasse soltanto il nostro arrivo, così come noi, a seguito di un invito accettato in precedenza, arriviamo in una certa casa a una certa ora. E non potremmo immaginare, proseguì Austerlitz, di avere appuntamenti anche nel passato, in ciò che è già avvenuto e in gran parte è scomparso, e di dover cercare proprio nel passato luoghi e persone che, quasi al di là del tempo, hanno con noi un rapporto?”



W.G. Sebald, Austerlitz ed. Adelphi

traduzione di Ada Vigliani


qui un post di Gabrilu su "Austerlitz"

5 commenti:

  1. In realtà non è un commento al post: mi piacerebbe avere il tuo punto di vista su lettura/scrittura, puoi passare da me?

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  2. un libro straordinario

    http://stanlec.blogspot.it/2011/12/austerlitz-winfrid-georg-sebald.html

    ciao franz

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  3. @Amanda: grazie per l'invito! ( subito accettato ) :-)

    @Franz: ho letto il tuo post. Devo dire che ho avuto anch'io qualche piccolo momento di cedimento ma mi sono fidata come te e sono stata ampiamente ricompensata. E'stata una vera e propria esperienza emotiva,intellettuale..

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  4. Dal passo che hai riportato pare uno di quei libri che fa affiorare nel lettore sensazioni recondite che a volte scacciamo dalla nostra mente, quando,vi si affacciano per un momento, perché giudicate irrazionali.mMagari però sto sbagliando...

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  5. Sebald va in profondità, quindi il termine che hai scelto, "recondite", non è assolutamente fuori luogo.. :-)

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